Il Tribunale dà torto al Comune| Dovrà pagare i danni ad Amat

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Il giudice ha "salvato" il lodo arbitrale per un contenzioso del 2009.

PALERMO – Dagli 11 ai 16 milioni di euro: tanto il comune di Palermo dovrà versare nelle casse dell’Amat, in seguito alla sentenza della Prima sezione civile della Corte d’Appello del capoluogo siciliano, per alcuni importi mai pagati dal 2009 al 2012. Per quanto incredibile possa sembrare, infatti, c’era un contenzioso fra Palazzo delle Aquile e una delle sue partecipate, ossia quella che si occupa del trasporto pubblico, i cui vertici sono nominati proprio dal Comune.

Piazza Pretoria, il 12 dicembre del 2008, aveva deciso di azzerare il corrispettivo (10,4 milioni) dovuto alla sua azienda per far viaggiare sugli autobus le categorie protette gratis o con forti riduzioni; il problema era che l’Amat aveva già emesso quasi tutti i titoli, per una spesa di 8,9 milioni. Insomma, dal primo gennaio 2009 l’azienda si è trovata con un enorme buco per il quale si è rivolta a un collegio arbitrale che, nel maggio del 2013, le ha dato ragione riconoscendo anche 2,8 milioni di risarcimento per gli anni 2010, 2011 e 2012.

Nel novembre del 2013, però, il Comune ha deciso di impugnare il lodo chiedendone l’annullamento, richiesta che il Tribunale ha respinto. Palazzo delle Aquile puntava la sua tesi su cinque punti che i giudici hanno però smontato uno per uno, non senza qualche bacchettata, e così l’amministrazione è stata condannata a pagare 8 mila euro di spese legali ma soprattutto a rispettare la decisione del collegio arbitrale che, con tutti gli interessi e grazie alle scomputo di somme già versate, potrebbe far schizzare la cifra da 11 fino a 16 milioni di euro. “E’ la conferma di come i rapporti fra il Comune e le partecipate siano stati più che torbidi e confusi fino al 2012 – dice il sindaco Leoluca Orlando – Una situazione cui si è posto rimedio con una costante coordinamento e riconducendo le partecipate entro un sistema di gestori di servizi per i cittadini, in un quadro di regole e rapporti chiari e trasparenti”.

Un vero toccasana per l’Amat che, di questi tempi, fatica a far quadrare i conti. In attesa del pronunciamento del Cga sulle Ztl, l’azienda starebbe puntando all’internalizzazione di alcuni servizi (come quello dei biglietti), a consistenti risparmi sulla bolletta elettrica del tram mediante una velocità più bassa dei mezzi e a una rimodulazione dei compensi per il global service. Strumenti a cui si aggiunge ora un cospicuo assegno del Comune.

LE REAZIONI
“La parola d’ordine per far funzionare le aziende partecipate e Amat in particolare è “controlli” – dice il consigliere del Pd Salvo Alotta – Controllare il sistema di gestione dei biglietti, controllare che gli utenti paghino i servizi e controllare con scrupolo tutte le spese azzerando sprechi ed eventuali furti”.

“L’Avvocatura comunale ancora una volta perde una causa, anche se questa vicenda ha oggettivamente dell’incredibile. Servizi sociali, prima affidati con tanto di contratto e svolti di conseguenza dall’Amat, non pagati dal Comune: uno scherzetto che tra collegio e appello ci è costato 250 mila euro. Chi pagherà? Come sempre i palermitani con l’ennesimo debito fuori bilancio. Questo non risanerà le perdite dell’Amat, il Comune dovrà trovare queste risorse e quelle per il tram. E’ il metodo che non va, si gioca con le partecipate contestando i crediti per poi utilizzarli per compensare questi folli ,costosi e inutili contenziosi. Così non va e i servizi resi da Amat ne soffrono: bus insufficienti, stracolmi nelle ore di punta e con orari a piacere”. Lo dice il capogruppo dei Comitati Civici al consiglio comunale di Palermo Filippo Occhipinti.

 


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