CATANIA – “Da musulmano e da cittadino, credo che il dibattito aperto dalle parole della premier Meloni meriti equilibrio, responsabilità e soprattutto rispetto reciproco. La presenza di studenti con burqa o niqab è un dato irrilevante rispetto ai problemi reali del sistema scolastico”. Lo ha detto l’Imam di Catania e presidente della comunità islamica in Sicilia, Abdelhafid Kheit.
I problemi della scuola
“Il nostro augurio – ha aggiunto – è che l’attenzione venga rivolta alle vere difficoltà che ogni giorno vivono studenti, famiglie e insegnanti. Chi ha frequentato o lavorato nella scuola sa bene di cosa si tratta: classi sovraffollate, carenza di insegnanti e strutture spesso inadeguate”.
“A questi problemi – ha evidenziato – si aggiungono la dispersione scolastica, il sostegno insufficiente e le difficoltà nell’integrazione”.
Secondo l’Imam di Catania “la questione non dovrebbe riguardare le origini degli studenti, ma la qualità dell’insegnamento e le opportunità offerte a tutti. È giusto garantire sicurezza, riconoscimento e dialogo, tutelando allo stesso tempo la libertà religiosa”.
“La scuola deve includere”
“Non bisogna però trasformare casi limitati – ha osservato – in un giudizio sull’Islam o sulle famiglie musulmane. La scuola deve includere, educare e costruire cittadini, non dividere le comunità”.
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“L’integrazione – ha detto – richiede impegno da parte delle famiglie immigrate, ma anche pari opportunità e rispetto da parte della società”.
“Come musulmani vogliamo contribuire pienamente alla vita del Paese – ha concluso – nel rispetto della Costituzione e delle leggi. Investire nella scuola significa investire nel futuro di tutti e costruire una società più giusta, unita e coesa”.




