PALERMO – L’unica differenza è che prima il pizzo si pagava in lire mentre oggi in euro. Per il resto è tutto tristemente uguale. A cominciare da chi si occupa della raccolta delle estorsioni. Sono trascorsi quarant’anni: quarant’anni anni di pizzo, silenzi e connivenze.
Nel blitz della Direzione distrettuale antimafia di Catania dei giorni scorsi sono finite in carcere 25 persone del clan Nardo di Lentini. Il vecchio Sebastiano Nardo era imparentato con il capomafia Nitro Santapaola. Un legame rimasto solido nel tempo.
‘L’uomo forte’: chi è
L’uomo ‘forte’ oggi sarebbe il 73enne Giuseppe Giampapa. Un esponente di lungo corso capace, con la collaborazione di altri indagati, di controllare soprattutto la filiera agroalimentare: dalla produzione alla commercializzazione, fino al trasporto della merce di scarto. Imponevano il pizzo, ma anche i nomi delle imprese a cui affidarsi.
Gli investigatori hanno monitorato decine di incontri di Giampapa, considerato l’uomo delle relazioni con i Santapaola-Ercolano. Si dava spesso appuntamento con personaggi, alcuni noti alle cronache e sui si torna a indagare, che si occupano di droga e infiltrazioni negli appalti pubblici. Ad esempio il subappalto per la realizzazione di alcune rotatorie appaltate dall’Anas a Carlentini, Palagonia ed Acireale.
Antonino Guercio e Sebastiano Basso si muovevano al fianco di Giampapa. Il primo dettava la linea al secondo: “… no forse non ci stiamo capendo, a noi altri ci devono portare solo i soldi”.
Il racconto del collaboratore
Già nel 2004 il collaboratore giustizia Vincenzo Piazza raccontava che fin dagli anni ’80 a raccogliere i soldi del pizzo “ci andava Giampapa…”. “Quanto raccoglievano 500 milioni?…” e poi i soldi si dividevano in base alle esigenze della famiglia mafiosa e dei carcerati.
Piazza faceva nomi di imprenditori e imprese che ritornano nelle nuove indagini: “C’è chi pagava 20 milioni in due rate… fino a quando erano persone che non avevano bisogno dell’intimidazione e della presenza di un’altra persona se la sbrigava sempre Giampapa mentre quando poi loro non pagavano andava qualcuno di noi più minaccioso… ad esempio ci fu un commerciante di agrumi attinto da un colpo di fucile alle gambe”.
Il controllo di Cosa Nostra oggi nella zona del Siracusano resta forte. C’è una frase emblematica pronunciata da un imprenditore al cospetto di Giampapa: “Pippo qua siamo… quello che ti posso dare ti do… più di questo… è una questione di rispetto nei tuoi confronti… punto e basta”.

