PALERMO – E’ stata una lunga notte di incendi in Sicilia. Dopo la drammatica giornata di ieri ha continuato a bruciare il territorio nella zona del Palermitano. Gli episodi più gravi nella zona di Pioppo, Borgetto, Partinico e Sagana di Montelepre. Numerose le telefonate dei residenti che chiedevano interventi perché vedevano le fiamme a ridosso delle abitazioni.
Super lavoro alla sala operativa della Protezione civile
Nelle ultime ventiquattro ore, la sala operativa del dipartimento della Protezione civile della Regione Siciliana ha coordinato decine di interventi d’emergenza per domare i roghi alimentati dal caldo e dal vento, che hanno colpito con particolare violenza la provincia di Palermo, la fascia etnea e l’area siracusana.
Situazione complessa a Casaboli, nel Monrealese
La situazione più complessa si è registrata a Monreale, nella zona del Villaggio Montano e del Bosco Casaboli, dove un vasto incendio ha minacciato e danneggiato abitazioni e mandato in fumo ettari di bosco. Le fiamme hanno minacciato anche un distributore di benzina.
Un altro rogo ha interessato il comune di Borgetto lungo la strada statale di Monreale. Ancora fiamme attorno a Castronovo di Sicilia dove sono stati danneggiati anche alcuni mezzi utilizzati per spegnere gli incendi.
Il punto sugli incendi nel Catanese e nel Siracusano
Nel Catanese ci sono stati interventi per roghi. Particolarmente critica si è rivelata la situazione a Paternò, dove si è reso necessario richiedere il supporto urgente dei vigili del fuoco per fronteggiare fiamme di vaste proporzioni lungo la strada provinciale 57. Situazione analoga a Belpasso e Ragalna, con diverse squadre impegnate a protezione delle abitazioni e dei rifornimenti idrici dei mezzi antincendio.
Nel Siracusano, il fuoco ha sfiorato il centro abitato in località Serravento, nel comune di Noto, costringendo i soccorritori a un presidio prolungato lungo la strada provinciale 24, mentre altri roghi sono stati circoscritti a Canicattini Bagni e Buscemi.
I roghi nell’Agrigentino
Ad Agrigento le fiamme hanno interessato il Parco dell’Addolorata e la località Terriera a Sciacca, oltre a un incendio boschivo in contrada Canfuto a Santo Stefano di Quisquina. Un rogo si è sviluppato anche a ridosso dell’arteria autostradale nei pressi dello svincolo di Resuttano, in direzione Catania, dove è intervenuta la Croce Rossa di Caltanissetta per garantire la sicurezza del traffico.
Intanto, torna sotto controllo la situazione a Santo Stefano Quisquina, nell’Agrigentino, dove ieri è divampato un incendio di vaste proporzioni, e le persone che erano state fatte evacuare oltre 100 persone che sono rientrate nelle loro abitazioni. Nell’area ci sono però ancora cinque fronti attivi: a San Calogero, a Serra Quisquina, a Stagnataro, a Gargiuffe e a Pioppo.
“Ancora non è possibile fare una stima degli ettari andati in fumo e dei danni che imprenditori e cittadini hanno subito – afferma il sindaco Francesco Cacciatore – sappiamo però che ci sono aziende zootecniche gravemente danneggiate”.
“Distrutti 750 ettari di territorio, tra boschi e coltivazioni. Agricoltori e allevatori hanno avuto danni pesantissimi. Pomeriggio delibereremo la richiesta di stato di calamità che invieremo al presidente della Regione – dice il sindaco di Bivona, Milko Cinà, dove soltanto oggi, dopo quasi 3 giorni, la situazione è tornata sotto controllo -“.
Stessa delibera farà, nelle prossime ore, anche Santo Stefano Quisquina. “Le nostre montagne sono ferite ma non sono sconfitte – dicono, con voce unica, i sindaci Cinà e Francesco Cacciatore -. Sapremo restituire loro la bellezza che il fuoco ha cercato di portarci via”.
Due operatori della Protezione civile intossicati a Siculiana
Due operatori della Protezione civile di Siculiana sono rimasti leggermente intossicati durante le operazioni di spegnimento del vasto incendio che ieri ha devastato Santo Stefano Quisquina. Uno di loro è stato portato in ambulanza all’ospedale di Corleone (Palermo). Complessivamente sono stati distrutti mille ettari di terreno demaniale-forestale e terreni privati coltivati a grano e uliveti.
I diversi incendi si sono sviluppati nelle contrade Calabrò, Margimuto, Prisa, Quisquina, Buonanotte (al confine con Cammarata) e Contuberna. Per contenere e spegnere le fiamme hanno lavorato i vigili del fuoco di Agrigento, Sciacca, Canicattì, Mussomeli (Caltanissetta), Mazara del Vallo (Trapani) e squadre del corpo Forestale, mentre i carabinieri di Cammarata hanno ‘cinturato’ l’area ritenuta ad alto rischio. Quattro i mezzi aerei antincendio all’opera per quasi l’intera giornata e che hanno ripreso i lanci stamattina all’alba. Delle indagini sulla natura dei diversi incendi si sta occupando il corpo Forestale di Santo Stefano Quisquina.
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I sindaci dei monti Sicani ringraziano gli operatori
I sindaci dei monti Sicani esprimono gratitudine ai vigili del fuoco, alla Protezione civile, a tutte le forze dell’ordine, agli operatori dell’antincendio boschivo e ai volontari che “senza sosta stanno lavorando per difendere la nostra comunità. Il loro lavoro, spesso svolto in condizioni estreme, merita il rispetto e la riconoscenza di tutti”.
A Frazzanò, nel Messinese, il sindaco ha segnalato un rogo di sterpi in contrada Tenda, prontamente affrontato da una squadra mista di operatori locali.




