PALERMO – La Corte d’Appello di Palermo ha dichiarato prescritti entrambi i reati contestati all’ex sindaco di Trapani ed ex deputato regionale Mimmo Fazio, difeso dagli avvocati Lillo Fiorello e Michele Cavarretta, nel processo nato dall’inchiesta “Mare Monstrum”, la cosiddetta “tangentopoli del mare”.
Inchiesta Mare Monstrum, accuse prescritte
Per il capo relativo a Mare Monstrum la prescrizione era già maturata, mentre per la vicenda “Stefania Mode” i giudici hanno dichiarato il reato estinto per prescrizione accogliendo la tesi della difesa sulla diversa individuazione della data di consumazione del reato, dal 31 luglio 2017 al 3 maggio dello stesso anno.
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La Corte ha inoltre revocato le statuizioni civili disposte in primo grado, eliminando il risarcimento dei danni per complessivi 200 mila euro nei confornti della Regione Siciliana, costitutasi parte civile nell’ambito del procedimento, nonché la confisca dei beni collegata a tale importo. È stata invece confermata la confisca di 100 mila euro. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.
Le indagini
L’inchiesta risale al 2017, quando Fazio venne arrestato e posto ai domiciliari mentre era candidato a sindaco di Trapani. Nel 2023 il Tribunale di Trapani lo aveva condannato a quattro anni e sei mesi di reclusione per corruzione nell’esercizio della funzione, disponendo anche l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni, la confisca di beni e il risarcimento dei danni in favore della Regione Siciliana e della Presidenza della Regione.




