PALERMO – “Leggo delle farneticanti cose che dice il dottore in Economia e Commercio Michele Trobia nelle intercettazioni che riguardano la vicenda Montante. Sarei molto curioso di sapere in quale periodo mi avrebbe elargito questa ingente mole di denaro e dove mi sarebbe stata consegnata”. L’ex presidente della Regione siciliana Totò Cuffaro, replica così alla notizia di presunti finanziamenti che emergerebbe dalle intercettazioni depositate nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Caltanissetta che ieri ha portato all’arresto dell’ex presidente di Sicindustria Antonello Montante.
“So bene – prosegue – che la millanteria e la falsità di una persona possono raggiungere livelli inauditi. Tengo a precisare che il signor Michele Trobia – il quale sostiene di essere entrato in compagnia di Montante durante la Giunta di Governo da me presieduta – non mi ha mai pagato neanche un caffè!”. “Sono peraltro sicuro – aggiunge Cuffaro – che lo stesso Montante non potrà che smentire questa vicenda oltremodo ridicola e infamante. Mi chiedo inoltre per quale motivo Montante avrebbe dovuto darmi delle borse di soldi. Durante il mio governo non ho mai ricevuto da parte di Montante alcuna richiesta. In ogni caso oggi stesso sporgerò querela nei confronti del dottor Michele Trobia a meno che non voglia rettificare immediatamente le sue millanterie e falsità”.
Nelle intercettazioni agli atti dell’inchiesta Giovanni Tobia, presidente del Tennis club di Caltanissetta, racconta di avere ricevuto buste piene di soldi (“ca c’è 800 milioni, cà cè 600 milioni…”) e di averle consegnate a Cuffaro.

