La strategia per abbassare lo smog e' mettere i vigili in strada e non negli uffici, non vedo un vigile al corso olivuzza da diversi anni .

La strategia per abbassare lo smog e' mettere i vigili in strada e non negli uffici, non vedo un vigile al corso olivuzza da diversi anni .
Città violenta Palermo, amministrazione deludente..
A casa loro e meglio..
Totalmente d'accordo tranne sull'idea che gli schemi siano usurati. I fatti dicono continuamente altro con il pieno accordo degli elettori
Continuano in zona piazza grenoble/repubblica e dintorni, le scorribande di persone senza fissa dimora che appena metti il tagliando sostare o avvii l'applicazione si presentano a chiedere soldi. Spesso sono indisponenti nei confronti delle donne sole o anziane, chiedendo con insistenza di avere qualcosa. Ovviamente se non si cede alla richiesta, ti ritrovi di certo la macchina danneggiata. Il giorno 4 visto che non era giornata di mercato hanno invaso per tutto il giorno le predette piazze presidiando costantemente ogni singolo stallo.
Se sei così sdegnato caro dirigente samot, comincia a restituire i soldi in più che il tuo premuroso presidente ha fatto arrivare nelle tue casse
la presa di distanze va fatta in modo cedibile, non ha senso sottolineare che si tratti di ex presidente; il presunto corruttore ( che tanto presunto non sembra, in quanto il corrotto ha ammesso il fatto ) ha agito nella qualità di responsabile legale della Associazione. Questi, peraltro, è diventato “ex” il giorno 29, quindi appena l’altro ieri. E’ vero che la Samot viene da tutti considerata una Onlus che svolge la sua qualificata attività istituzionale in modo serio ed è assai attenta all’aspetto umano della sua mission, ma quanto accaduto è normale che getti qualche ombra sulla sua immagine. Secondo il comune pensare ( e anche in base al normale buon senso ) in presenza di un soggetto che si fa corrompere, ce n’è un altro che ha interesse a farlo per vantaggi personali o, comunque, per utilità della “persona giuridica” che rappresenta. In ogni caso è una storiaccia, anche perché il tenore dei colloqui intercettati è di livello assai basso: “scendi che ho i piccioli”!, il verbale “aum aum” etc. etc. Al centro dell’indagine c’è poi un disgustoso caso di foraggiamento dell’ingordigia di un dirigente pubblico che, evidentemente non contento del suo trattamento economico, fa leva sui malati terminali, sul loro dolore quotidiano e sull’angoscia delle famiglie, per assicurarsi condizioni di di vita più consoni ai suoi “meriti” e alla sua pelosa sensibilità.