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Per la SEUS 118 sarebbe auspicabile prevedere un Direttore Generale come le aziende sanitarie con resposabilità gestionale diretta e non di comandante politico di un consiglio di amministrazione. Aldilà delle propagande, convegni, congressi e belle parole spese per i suoi amati dipendenti soccorritori e di qualche collaboratore amministrativo vicino al colore politico di appartenenza, cosa avrebbe fatto di concreto Castro per meritare la riconferma proposta e pubblicizzata da un sindacato e un comitato composto interamente da dipendenti vicini e di un territorio della Sicilia adiacente a quello di Castro? Un amminstratore dovrebbe amministrare una società pubblica senza alcun altro fine se non quello della gestione trasparente e imparziale. Per altre società partecipate, come il caso della SAS è stato azzerato il cda per presunte anomalie gestionali, perchè non verificare anche in seus? La buona e sana politica dovrebbe meditare bene le prossime scelte.
Non lo vogliono nemmeno a Roma e c'è lo dobbiamo sorbire noi?
Un altro che tira la giacchetta, la tonaca, a Don Sturzo. Al penultimo non è andata bene. Ma poi, da quale parrocchia? Si, da quale parrocchia?
I suoi intenti sono intressanti. Se si propone come unificatore di sinergie che vanno oltre le ideologie, proponendo un governo di unità che va oltre le ideologie e gli schieramenti di potere, con governo che metta dentro Tamajo, Chinnici, Lavardera.....richiamando all'unità per il bene della Sicilia, allora......si, lo seguo e lo voto.
Non sono schiavo delle ideologie ma ci sarà un perchè se quest' uomo m'inquieta, mentre cosi non fu con Gianfanco Fini che pur apparteneva alla destra italiana. Allo stesso modo mi succede con Schifani ma non con Tamajo. Ogni uomo ha una storia fatta di comportamenti, scelte, iniziative.


Se sei così sdegnato caro dirigente samot, comincia a restituire i soldi in più che il tuo premuroso presidente ha fatto arrivare nelle tue casse
la presa di distanze va fatta in modo cedibile, non ha senso sottolineare che si tratti di ex presidente; il presunto corruttore ( che tanto presunto non sembra, in quanto il corrotto ha ammesso il fatto ) ha agito nella qualità di responsabile legale della Associazione. Questi, peraltro, è diventato “ex” il giorno 29, quindi appena l’altro ieri. E’ vero che la Samot viene da tutti considerata una Onlus che svolge la sua qualificata attività istituzionale in modo serio ed è assai attenta all’aspetto umano della sua mission, ma quanto accaduto è normale che getti qualche ombra sulla sua immagine. Secondo il comune pensare ( e anche in base al normale buon senso ) in presenza di un soggetto che si fa corrompere, ce n’è un altro che ha interesse a farlo per vantaggi personali o, comunque, per utilità della “persona giuridica” che rappresenta. In ogni caso è una storiaccia, anche perché il tenore dei colloqui intercettati è di livello assai basso: “scendi che ho i piccioli”!, il verbale “aum aum” etc. etc. Al centro dell’indagine c’è poi un disgustoso caso di foraggiamento dell’ingordigia di un dirigente pubblico che, evidentemente non contento del suo trattamento economico, fa leva sui malati terminali, sul loro dolore quotidiano e sull’angoscia delle famiglie, per assicurarsi condizioni di di vita più consoni ai suoi “meriti” e alla sua pelosa sensibilità.