Palermo, inchiesta Cuffaro: rigettato l’appello per Mazzola

Inchiesta Cuffaro, rigettato l’appello dei pm nei confronti di Mazzola

Cuffaro Mazzola
Decidi tu come informarti
su Google.
Aggiungi LiveSicilia
alle tue Fonti preferite
:
quando cercherai
una notizia, ci troverai.
AGGIUNGI
Imputato per traffico di influenze

PALERMO – Il Tribunale del Riesame di Palermo ha rigettato l’appello proposto dalla Procura della Repubblica di Palermo nei confronti di Sergio Mazzola, indagato nelle stessa inchiesta in cui era coinvolto Totò Cuffaro.

L’imprenditore di Belmonte Mezzagno è sotto processo per traffico di influenze. Un processo che seguirà senza essere sottoposto ad alcuna misura cautelare.

Il Tribunale del Riesame ha confermato l’ordinanza del 2 dicembre 2025 con cui il Gip aveva escluso la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza a carico di Mazzola e degli altri imputati per il reato di traffico di influenze illecite. Eravamo ancora nella fase cautelare.

Il rinvio della Cassazione

La sesta sezione penale della Corte di Cassazione aveva accolto il ricorso della difesa di Sergio Mazzola – rappresentata dagli avvocati Ninni Reina, Marco Lo Giudice e Chiara Monaco – annullando con rinvio al Tribunale del Riesame di Palermo l’ordinanza che aveva applicato il divieto di esercitare attività imprenditoriali per un anno.

Ora il Riesame ha dato ragione alla difesa. Nel frattempo Mazzola è finito sotto processo. Cuffaro ha patteggiato una condanna a tre anni per corruzione e traffico di influenze, mentre per una parte degli indagati è arrivata l’archiviazione.

Cuffaro patteggia, gli altri a processo

Sotto accusa per corruzione restano l’ex direttore generale dell’azienda ospedali riuniti Villa Sofia Cervello, Roberto Colletti, il primario del Trauma Center di Villa Sofia e Vito Raso, storico collaboratore di Cuffaro. La vicenda è quella del concorso per la stabilizzazione degli operatori socio-sanitari. Dalle intercettazioni era emerso che Cuffaro ebbe in anticipo le domande e le girò ad una candidata che andò a trovarlo a casa.

A Mauro Marchese e Marco Dammone, un tempo alla Dussmann Service (non coinvolta nel processo), viene contestato il traffico di influenze nell’aggiudicazione di un appalto milionario da parte dell’Asp di Siracusa (vicenda nella quale è stata archiviata la posizione, tra gli altri, dell’ex manager dell’Asp Alessandro Caltagirone).

Leggi anche

Cuffaro patteggia, il processo prosegue e salta la lista dei testimoni

Romano, Cocina, Pace, Caltagirone: la decisione sugli indagati con Cuffaro

Incidente alla Fincantieri di Palermo, operaio gravemente ferito

Stessa ipotesi Mazzola, nel cui capo di imputazione l’ipotesi di reato viene contestato in concorso con Saverio Romano. Mazzola avrebbe cercato di are valere la propria amicizia per ottenere un sub appalto, che alla fine non si concretizzò.

La posizione di Romano

Nei confronti del politico è stata decisa l’archiviazione per la turbata libertà della gara di Siracusa, ma è rimasta aperta la parte che riguarda il traffico di influenze. Si attende ancora di conoscere le decisione della Procura, ma in ogni caso la vicenda deve passare dall’autorizzazione del parlamento.


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI