Incidente sul lavoro a Palermo: a Brancaccio muore un operaio

Incidente sul lavoro a Palermo: un operaio muore a Brancaccio

L'uomo aveva 40 anni. Disposta l'autopsia

PALERMO – Tragico incidente sul lavoro a Palermo. Un operaio di 40 anni, Alessio La Targia, ha perso la vita in via Emiro Giafar, nella zona di Brancaccio. In base a una prima ricostruzione stava effettuando dei lavori di riparazione su un’impalcatura quando, per cause ancora da accertare, è precipitato. L’incidente è avvenuto nei locali di una ditta di corredi e biancheria per la casa che si trova nella zona industriale.

I soccorsi

La caduta si è rivetala fatale: nonostante l’arrivo dei soccorsi, per l’uomo non c’è stato nulla da fare. A lanciare l’allarme i colleghi del quarantenne. Sul posto sono arrivati i carabinieri per effettuare i rilievi e ricostruire la dinamica dell’ennesimo incidente sul lavoro.

Le indagini

Sul posto anche i tecnici della Spresal dell’Asp di Palermo per accertare la presenza o meno di tutti i dispositivi di sicurezza e la regolarità del cantiere in cui è avvenuta la tragedia. Verifiche, inoltre, sulla situazione lavorativa dell’operaio, che lascia la moglie e due figli. Il pm ha disposto l’autopsia per accertare le cause del decesso, la prcura ha disposto il sequestro dell’area in cui si verificato l’incidente.

“Tragedia che colpisce l’intera comunità”

“Esprimiamo profondo cordoglio e sincera vicinanza alla famiglia dell’operaio che ha perso la vita sul lavoro nelle scorse ore. Una tragedia che colpisce l’intera comunità perché non si può e non si deve morire in questa maniera”, a dichiararlo sono Raoul Russo, coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, e Antonio Rini, presidente cittadino. “Ci stringiamo alla famiglia e ai colleghi dell’operaio, a loro va tutta la nostra vicinanza in questo momento così terribile”, concludono.

Cisl: “Ennesima sconfitta”

“L’ennesima sconfitta per tutto il mondo del lavoro, non possiamo accettarlo, siamo vicini alla famiglia e ai colleghi del lavoratore. Piangiamo un’altra vittima nel nostro territorio palermitano, siamo stanchi delle sole parole di solidarietà, chi ha le responsabilità deve agire subito, vogliamo i fatti sul fronte della prevenzione e dei controlli”. Ad affermarlo, commentando la morte dell’operaio di 40 anni avvenuta a Brancaccio a Palermo mentre si trovava su un ponteggio, sono la segretaria generale Cisl Palermo Trapani Federica Badami, il segretario generale Filca Cisl Sicilia Paolo D’Anca e il segretario generale Filca Cisl Palermo Trapani Francesco Danese.

La Filca Cisl avvierà a partire da lunedì 26 gennaio una campagna di informazione sulla sicurezza nei cantieri edili di Palermo attraverso un volantinaggio. “Lo proporremo anche agli altri sindacati, perché siamo dell’idea che bisogna avere massima attenzione sul tema, essere informati, conoscere i proprio diritti, i dispositivi di sicurezza previsti per evitare quella ‘sola caduta’ che annienta in un colpo solo, una intera esistenza”. Quasi cinquemila infortuni solo a Palermo di cui 18 mortali nel 2025, numeri che si riferiscono al periodo da gennaio a settembre dello scorso anno.

“Sono molti di più. Non ci rassegneremo mai, come può un giovane operaio di quarant’anni non tornare più a casa dal lavoro, è inaccettabile” commentano i tre sindacalisti. Per i tre segretari, “bisogna fare di piu, partendo dal via libera definitivo della Camera al decreto-legge 159 in materia di salute e sicurezza sul lavoro, bisogna potenziare il sistema dei controlli e della prevenzione, formazione, vigilanza e della responsabilità delle imprese. Ora bisogna applicare tutti questi principi affinché si rafforzi davvero la cultura della prevenzione, che deve partire dalle scuole”.

Cgil: “Silenzio istituzionale”

“L’ennesima tragedia sul lavoro è arrivata – dichiara Piero Ceraulo, segretario generale Fillea Cgil Palermo – Abbiamo diverse volte denunciato le condizioni in cui versano molti lavoratori edili nella provincia di Palermo. Abbiamo riscontrato come in questi giorni di avverse condizioni meteo in molti cantieri si continuasse a operare senza soluzione di continuità, perché il tempo è come si dice denaro e si deve lavorare senza se e senza ma”

“Ci stringiamo alla famiglia di Alessio La Targia, che lascia moglie e due figli, con la quale ci metteremo subito a disposizione. Non è accettabile l’ennesimo operaicidio nei luoghi di lavoro. E’ una carneficina vera e propria. E denunciamo il silenzio istituzionale: a quante morti dobbiamo ancora assistere perché si possa intervenire in maniera puntuale ed efficace? Il tavolo di regia della Prefettura poteva essere uno strumento importante. E da questo punto di vista nessuna risposta è arrivata. Siamo molto ma molto amareggiati. Non escludiamo una mobilitazione unitaria dei lavoratori perché non possiamo più tollerare una situazione del genere”. “Nella mia qualità di vice presidente della Cassa edile – aggiunge Ceraulo – abbiamo effettuato già dei controlli e e il lavoratore non risulta censito. E quindi o al lavoratore non risultava applicato il giusto contratto o era addirittura irregolare “.


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