Incontri hard e spettacolini | Chiude il "Bocca di rosa" - Live Sicilia

Incontri hard e spettacolini | Chiude il “Bocca di rosa”

L'insegna del night club

Dietro il paravento del night club, elusione di controlli anche fiscali e favoreggiamento della prostituzione. Scattano la denuncia e il sequestro.

ALCAMO (TRAPANI)- Nel corso di un servizio straordinario per il controllo del territorio, i carabinieri della compagnia di Alcamo, coordinati dal capitano Savino Capodivento, hanno effettuato diverse verifiche nella notte tra sabato e domenica. In particolare, l’operazione scattata sabato notte ha riguardato un night club, che recentemente aveva aperto ad Alcamo, in contrada San Gaetano, nei pressi del supermercato Carrefour, il “Bocca di Rosa One Club”.

“L’esito del controllo amministrativo, svolto dai Carabinieri della Compagnia di Alcamo, con la collaborazione della Società Italiana degli Autori ed Editori (S.I.A.E.) di Alcamo, ha consentito di accertare che tale attività – si legge nel comunicato – (spettacoli erotici, lap dance, strip tease, table dance, ecc..) veniva svolta senza alcuna autorizzazione di Pubblica Sicurezza, motivo per il quale il gestore C.M. marsalese, classe 1990, presidente e legale rappresentante dell’associazione “Bocca di Rosa One Club”, veniva deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Trapani ed il locale sottoposto a sequestro”.

Il titolare infatti è stato ritenuto responsabile di aver organizzato uno spettacolo senza alcuna licenza, all’interno di un locale privo persino della certificazione di agibilità e senza alcuna autorizzazione per la vendita e somministrazione di bevande ed alimenti di conseguenza senza il rispetto della normativa in materia igienico sanitaria, oltre ad essere state accertate una serie di violazioni in materia fiscale.

In definitiva, il giovane imprenditore marsalese – secondo gli inquirenti – aveva tentato di eludere i controlli mascherando la reale attività svolta all’interno del suo locale, cercando di farlo passare come circolo privato. “Le ragazze, oltretutto – si legge ancora – potevano appartarsi in maniera riservata con i clienti in corresponsione del pagamento di una somma di denaro”. Da qui l’accusa di favoreggiamento della prostituzione”.

 


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