Intelligenza da indossare, gli occhiali per l'autonomia visiva dei non vedenti

Intelligenza da indossare, gli occhiali per l’autonomia visiva dei non vedenti

"Per noi - dice Rita Puglisi - avere supporti che possano renderci sempre più indipendenti è fondamentale"
uici catania
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CATANIA – Prodotti da EssilorLuxottica, i nuovi occhiali Smart Glasses Ray-Ban Meta possono rappresentare davvero un aiuto concreto per le persone non vedenti, un modo per sentirsi sempre integrati nella vita quotidiana.

Le caratteristiche di questi occhiali – Generazione 2 – saranno presentate sabato 22 novembre alle ore 10:30 presso la sede UICI Catania (Via Louis Braille, 6) grazie a un incontro voluto dall’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Catania insieme a Salmoiraghi e Viganò.

Alla presentazione parteciperanno, oltre alla presidente dell’UICI di Catania Rita Puglisi, Riccardo Curia, Sviluppo&Businnes Salmoiraghi&Viganò; Dott. Antonio Tringale, Direttore Stamperia Braille; Ferdinando Guglielmino, Coordinatore Commissione Tecnologie UICI CT; Ing. Vincenzo Passanisi, Ingegnere Informatico Comune di Catania che parlerà di “Realtà aumentata e intelligenza artificiale integrata, scenari d’utilizzo”.

E poi ancora il dott. Ciccio Mannino, Presidente Officine Culturali Catania: titolo dell’intervento “Perché partecipare non sia un privilegio: accessibilità dell’interno e dell’intorno del patrimonio culturale”.

Chiuderà i lavori la dott.ssa Agata Messina, Oculista e Direttrice centro di riabilitazione UICI Catania: “Il ruolo della tecnologia nella riabilitazione del paziente non vedente”.

A chi parteciperà, verrà data la possibilità di provare i nuovi occhiali nonché di chiedere tutte le informazioni che si ritengono necessarie.

“Per noi – dice Rita Puglisi, presidente UICI Catania – avere supporti che possano renderci sempre più indipendenti é fondamentale: questi occhiali, pensati per un pubblico ampio e universale, stanno avendo anche per i non vedenti e gli ipovedenti un importante impatto sociale poiché riescono a descrivere quello che si trova intorno a noi. Siamo consapevoli che non si tratta di dispositivi medici e che qualche limite ci potrebbe essere ma è comunque un piccolo passo avanti verso l’autonomia di chi ha un deficit visivo”.

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