Istituto superiore di giornalismo| E' polemica con l'Ordine regionale

Istituto superiore di giornalismo| E’ polemica con l’Ordine regionale

Roccaro: "Mai chiesto di nominare un componente del cda".

PALERMO – E’ polemica fra l’Ordine dei giornalisti e l’Istituto superiore di giornalismo di Palermo. “Spiace che l’Ordine regionale dei Giornalisti strumentalizzi la non presenza nel cda dell’Istituto di Giornalismo di un rappresentante dell’Ordine per motivi politici – dice il presidente dell’Istituto Sebastiano Roccaro – Mai ho chiesto ad alcuno di indicare un componente. Semmai, a farlo, sono stati l’ex assessore Nelli Scilabra prima e l’assessore Mariella Lo Bello, dopo. Il rifiuto dell’Ordine di indicare un componente non va imputato quindi alla mia gestione dell’Istituto di Giornalismo, ma agli organismi politici richiedenti. Si dice il contrario forse nell’errata convinzione che il sottoscritto possa essere espressione del governo regionale? Una visione ridotta e riduttiva del ruolo che ricopro, dal momento che chiunque poteva essere indicato al mio posto. Se la mia colpa è quella di aver rilanciato l’Istituto e di aver organizzato con successo seminari sempre stracolmi di colleghi e partecipanti, allora questa colpa l’assumo tutta. Se l’Ordine lo riterrà opportuno continui pure ad attaccarmi, a concentrare le sue attenzioni in questo sterile, inutile e pretestuoso esercizio. Da parte nostra, invece, rilanciamo con forza la necessità di creare, proprio insieme all’Ordine dei Giornalisti, nuove opportunità per progettare ed elaborare idee che abbiano come fine ultimo il bene di un Istituto che da 60 anni rappresenta un’eccellenza nella formazione dei giornalisti. Spiace, inoltre, osservare l’ingeneroso accostamento dei problemi dei dipendenti, che arrivano da molto lontano, al sottoscritto. Una scelta comunicativa inopportuna e che non esito a definire “diffamatoria”. Ai 10 dipendente dell’Istituto, infatti, ho consentito dopo un anno e mezzo di aspettativa di ritornare a lavorare stipulando una fideiussione bancaria personale di 48mila euro prima, e di 269mila euro dopo. Tutto questo per salvare l’Istituto di Giornalismo che altrimenti sarebbe già chiuso da tempo. Mi chiedo quale presidente, prima di me, in 60 anni, si sia mai esposto con i propri beni per garantire l’attività quotidiana dell’istituto? Mi preme far presente che il mio invito al dialogo è stato sempre rispedito al mittente. Colgo quindi l’occasione per chiedere nuovamente al Presidente dell’Ordine regionale dei Giornalisti un proficuo incontro chiarificatore che metta fine alle polemiche per lavorare, finalmente, all’unisono nell’interesse della categoria dei giornalisti”.

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