FAVIGNANA (TRAPANI) – E’ stato inaugurato a Favignana, nei locali dell’ex Stabilimento Florio delle Tonnare di Favignana e Formica, il museo multimediale della Battaglia delle Egadi, la prima esposizione permanente, in Italia, dedicata ad un combattimento in mare. Alla cerimonia del taglio nastro erano presenti il Soprintendente del Mare della Regione Sicilia, Sebastiano Tusa, il Soprintendente dei Beni culturali ed ambientali di Trapani, Paola Misuraca, il sindaco di Favignana- Isole Egadi, Giuseppe Pagoto, ed un folto gruppo di cittadini.
Due sale, allestite dall’azienda ETT S.p.A., dove storia, archeologia, scienza e tecnologia si coniugano perfettamente per approfondire e raccontare l’evento che pose fine, dopo 23 anni, alla prima guerra punica coinvolgendo il pubblico in maniera innovativa.
Nella prima sala sono esposti 6 dei rostri recuperati nel corso delle ricerche archeologiche subacquee, 5 elmi bronzei romani e i resti di un elmo punico, e 6 anfore; al suo interno sono stati collocati 5 totem, dotati di monitor touch da 55”. Selezionando le cinque icone sullo schermo, il visitatore vede i filmati e le interviste degli esperti che illustrano il luogo dove si è svolta la battaglia, il recupero dei rostri, le epigrafi, la metallografia, i metodi di fabbricazione e le tecniche di battaglia.
Nella sala cinema 3d viene riprodotto e raccontato, in nove minuti, l’agguato micidiale che i Romani tesero ai Cartaginesi dietro la punta di Capo Grosso, a largo di Levanzo. Una narrazione sincronizzata su 4 pannelli laterali e una maxi proiezione centrale, lunga 12 metri, fa immergere lo spettatore in quel fatidico 10 marzo del 241 a.C. nel combattimento ricostruito con grafica 3D della battaglia. All’alba di quel giorno un vento da Sud-Ovest spirava sulle Egadi. Il Capo dei Cartaginesi, l’astuto Annone, dirige la flotta da Marettimo direttamente verso la costa a settentrione di Trapani passando a Nord di Levanzo. Lutazio Catulo intuisce le intenzioni dell’avversario e passa al contrattacco. Così duecento navi romane sbucano improvvisamente da Capo Grosso e si dirigono minacciose e decise verso il convoglio nemico, che viene colto impreparato. Inizia il cruento scontro, le truppe si
fronteggiano. Intanto il vento cambia direzione iniziando a soffiare prima da nord e poi da nord-est, divenendo contrario all’andatura delle navi cartaginesi. I romani sferrano l’attacco micidiale. Annone ordina la ritirata.
Sui pannelli laterali i comandanti dei due eserciti, Annone, interpretato dall’attore Antonio De Luca, e Lutazio Catulo, impersonato da Vincenzo Zampa, si alternano a figura intera. E’ tutto un susseguirsi di dinamiche e stati d’animo: la stanchezza per una guerra che si protraeva ormai da 23 anni, l’astuzia di Annone, la determinazione e la voglia di riscatto di Lutazio Catulo, la trepidazione per lo scontro, la delusione per la sconfitta e la felicità per la vittoria. Contestualmente, una proiezione sul pavimento mostra la dinamica del combattimento delle due flotte, il loro incedere e persino il cambiare del vento, fatale per le navi cartaginesi. Il sottofondo musicale enfatizza di volta in volta tutti i momenti salienti del racconto. La proiezione si conclude con la discesa di un rostro sul fondale marino. Il fendente fatale, con il passare del tempo, cambia aspetto, invecchia! Un’immagine che si ricongiunge idealmente con quella che il visitatore ha visto nella prima sala, dove sono esposti quei rostri recuperati in mare, dopo più di 2000 anni, grazie alle ricerche archeologiche effettuate dalla Soprintendenza del Mare e dalla RPM Nautical Fondation. Immagini, suoni, parole e grafica, elementi che riescono a coinvolgere lo spettatore rendendolo “spetta-attore” della vicenda.
“E’ un giorno veramente emozionate- ha dichiarato il prof. Sebastiano Tusa – perché rappresenta una delle tappe fondamentali che ci eravamo prefissi: quella di rendere conto al pubblico della formidabile scoperta nel mare delle Egadi. Siamo riusciti, attraverso un sano equilibrio tra reperti archeologici e multimedialità, a spiegare quello che è stato un evento storico per la civiltà occidentale, il combattimento che pose fine alla prima guerra punica il 10 marzo del 241 a.C. e determinò l’irreversibile tramonto nel blu intenso del mare delle Egadi del dominio cartaginese sul Mediterraneo”.
Per due giorni, inoltre, a Favignana, si sono confrontati sulla battaglia delle Egadi esperti e studiosi di fama internazionale. Nel corso di un convegno di studi, cui hanno partecipato anche numerose scolaresche, sono state illustrate e approfondite diverse tematiche: le caratteristiche delle navi da guerra, le tecniche di combattimento in mare, gli elementi metallografici e strutturali dei rostri ritrovati nei fondali delle Egadi.
Il progetto “La Battaglia delle Egadi” è stato realizzato dalla Soprintendenza per i beni culturali ed ambientali di Trapani, in collaborazione con la Soprintendenza del Mare della Regione Sicilia, il Comune di Favignana- Isole Egadi e l’Area Marina Protetta Isole Egadi, e finanziato nell’ambito del P.O. FESR 2007/2013.
Responsabile scientifico del progetto: prof. Sebastiano Tusa; coordinatore tecnico scientifico: dott.ssa Cecilia Buccellato; responsabile unico del procedimento: arch. Roberto Monticciolo.

