La campagna elettorale a Palermo | Ecco le spese dei consiglieri - Live Sicilia

La campagna elettorale a Palermo | Ecco le spese dei consiglieri

Caronia e Tantillo i più spendaccioni delle ultime Amministrative.

PALERMO – Altro che campagna elettorale 2.0, a Palermo le voci di spesa sostenute dai nuovi consiglieri comunali per essere eletti, sono quelle tradizionali: manifesti e fac-simile in pole position, con contorno di catering e affitto di teatri in qualche occasione. Ma a prescindere delle voci di spesa, chi ha investito di più in occasione delle Amministrative di giugno? In base alle certificazioni pubblicate sul sito del Comune, insieme con l’ultima dichiarazione dei redditi, ai primi posti fra i più ‘spendaccioni’ tutti i consiglieri che oggi siedono all’opposizione. Domina la classifica con ampio distacco rispetto a tutti gli altri Marianna Caronia, che per sedere a Sala delle Lapidi ha speso ben 32mila euro per manifesti, eventi, fac-simile e catering.

Tra i più ‘spendaccioni’ certamente gli altri componenti del gruppo da lei creato e coordinato a sostegno di Fabrizio Ferrandelli “Per Palermo con Fabrizio”: Alessandro Anello ed Elio Ficarra hanno speso rispettivamente 20 e 22mila euro sempre per gli strumenti tradizionali da campagna elettorale, ovvero fac-simile, manifesti e catering. Scorrendo la classifica al secondo posto però troviamo il veterano Giulio Tantillo (Forza Italia), che con un investimento di quasi 25mila euro ha coperto ogni settore: dalla cartellonistica alla pubblicità sul web, dall’affitto di un teatro alla realizzazione dei classici volantini.

Più oculato Paolo Caracausi, eletto fra le file del Movimento 139 a sostegno di Leoluca Orlando: per i suoi ‘conviviali’, si legge sul documento pubblicato sul sito, ha investito ben 11mila euro, pochi visto che Caracausi guida invece la classifica dei più ‘ricchi’ a Sala delle Lapidi con un reddito di 87mila euro. Tornando alle spese elettorali, con investimenti che vanno dai 9mila euro in giù troviamo Mimmo Russo, il presidente del Consiglio Totò Orlando, che ha speso circa 8mila euro: seguono Giusto Catania con poco più di 7mila euro e Dario Chinnici, capogruppo del Pd, che ha speso poco più di 6mila euro. Chinnici è il terzo più ‘ricco’ in Consiglio, con un reddito annuo di quasi 79mila euro. E’ preceduto solo dall’ex assessore, e oggi consigliera di Sinistra Comune, Barbara Evola, che ha dichiarato 81mila euro. Chiudono la classifica dei più ‘spendaccioni’ Sabrina Figuccia e Sandro Terrani, che hanno speso rispettivamente 6mila e 4mila euro.

Ugo Forello, capogruppo M5s, ha dichiarato di aver speso 30mila euro, ma il consigliere più votato era anche candidato sindaco. E’ curioso invece il caso dell’eterno sfidante di Leoluca Orlando, Fabrizio Ferrandelli, che nel documento pubblicato sul sito del Comune ha dichiarato di non aver speso nulla, o meglio, di aver usufruito dei mezzi messi a disposizione dai partiti della coalizione. Quindi sarà stato il centrodestra unito, da Forza Italia all’Udc ad aver pagato l’affitto del comitato in piazza Sturzo, l’affitto dei teatri per le convention, fac-simile e manifesti. E il sindaco? Orlando ha reso pubblica la sua ultima dichiarazione dei redditi, dichiarando un reddito pari a 241mila euro, ma non si trova sul sito il documento relativo alle spese elettorali sostenute.

Ma c’è anche chi, fra i quaranta che oggi siedono a Sala delle Lapidi, non ha speso nemmeno un centesimo per ottenere il suo scranno. Tra i professioni del risparmio i consiglieri del Movimento 5 stelle Giulia Argiroffi e Igor Gelarda, l’intero gruppo de “I Coraggiosi” Cesare Mattaliano e Claudio Volante, compreso Ferrandelli. E ancora le neo elette Caterina Meli e Giuseppina Russa di Pdr-Sicilia futura, Caterina Orlando di Sinistra Comune e infine nemmeno un euro per il dem Giovanni Lo Cascio.

Ma un’alta spesa in campagna elettorale si traduce sempre in tanti voti? Escludendo i candidati sindaco, per Marianna Caronia per esempio sì: l’ex vicesindaco di Diego Cammarata è stata una delle più votate fra i candidati raccogliendo quasi 4mila preferenze. Lo stesso vale per Giulio Tantillo, ben 3600 voti, anche se va sottolineata l’esperienza di lungo corso e la notorietà su cui possono contare entrambi i candidati. Non è andata così invece ai due componenti del gruppo “Per Palermo con Fabrizio”, Anello e Ficarra, che hanno raccolto poco più di mille voti. Medio sforzo economico, altissimo risultato: più di duemila voti per Chinnici e Sabrina Figuccia. Risultati soddisfacenti per chi non ha fatto investimenti economici come Gelarda, che ha raccolto 1.600 preferenze.

Ottimi o scarsi risultati elettorali, resta il fatto che a Palermo le campagne elettorali si facciano ancora con strumenti tradizionali. Rimangono must imprescindibili fac-simile e manifesti, materiale pubblicitario a cui tutti i candidati non vogliono assolutamente fare a meno. Seguono le spese per gli affitti di spazi e teatri per le convention e il cerchio si chiude con gli investimenti per catering. Menzione speciale al gruppo consiliare più attento alle nuove tecnologie che ha destinato parte dei budget per la gestione dei social network o la realizzazione di materiale video: Sinistra comune. Giusto Catania, Barbara Evola e Marcello Susinno hanno investito, infatti, su questi strumenti.


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