L'anatema di Vecchio: | "Strappate i vecchi fac-simile"

L’anatema di Vecchio: | “Strappate i vecchi fac-simile”

L'ex assessore alle infrastrutture, intervenuto alla seconda giornata del Festival della Legalità,  non è andato per il sottile: "Questi politici hanno fallito. Lombardo? Mi ha cacciato con un calcio nel sedere".

Il Festival della legalità
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PALERMO-  “Andate a casa, cercate i fac-simile che i deputati uscenti hanno lasciato ai vostri genitori. E strappateli tutti”. Andrea Vecchio si rivolge ai ragazzi accorsi al dibattito che ha contraddistinto la seconda giornata del Festival della Legalità, a Villa Filippina. E il suo messaggio ai giovani è stato nettissimo: “Questi esponenti politici hanno fallito in tutti i sensi. Chi ha fatto politica per dieci anni deve tornarsene a casa. Non votate nemmeno i loro figli. Lombardo? Mi ha cacciato con un calcio nel sedere”.

È questo uno dei momenti più caldi di una mattinata scoppiettante, che ha animato la seconda giornata della quinta edizione del Festival della Legalità a Villa Filippina. “Una burocrazia più efficiente per combattere la corruzione?” è stata la domanda da cui si è partiti per parlare di un argomento che ha toccato i temi della buona e della cattiva politica, dello sviluppo della Sicilia, del futuro dei tanti giovani, accorsi, accompagnati dai loro insegnanti, per assistere al dibattito. Sul palco l’ex assessore regionale Andrea Vecchio e il direttore generale del dipartimento Famiglia Rosolino Greco hanno dato vita ad un acceso dibattito, stemperato dalle incursioni sagaci dell’attore comico Ernesto Maria Ponte, terzo ospite di questa giornata.

Il primo a prendere parola davanti ad un pubblico formato dagli studenti delle scuole del bacino palermitano, è proprio l’ex assessore Vecchio, già noto imprenditore anti-racket di Catania “Vedere tanti giovani nella platea è bellissimo: siete le energie vive di questa regione, ed è a voi che mi appello: non fatevi corrompere dai vostri genitori, dai vostri insegnanti, dai vostri amici. Pensate liberamente e con coscienza. Questa nostra terra è stata martoriata, spolpata fino all’osso, da una classe politica legata ad una classe dirigenziale che ha saputo solo sperperare quanto sarebbe dovuto servire a migliorare la Sicilia: quanti lavori di strade e viadotti incompiuti esistono? Si tratta di mala politica e mala burocrazia, unite ad imprenditori che hanno solo arraffato: il livello di corruzione in Italia, e nella nostra regione, è tra i più alti al mondo. In Sicilia per approvare un progetto ci vogliono 39 passaggi, perché 39 persone devono lavorarci su! ”
“Spero che non passi il messaggio che classe e politica e classe dirigenziale siano da buttare via: c’è del marcio in entrambi i settori, ma non mi sento di criminalizzare un’intera classe per questo.”, ha ribattuto il direttore Greco “La burocrazia non funziona bene per altri motivi: l’ultimo concorso della Regione Siciliana è stato nel 1992, adesso si assume tramite cooperative o provini. È ovvio che se c’è un ingegnere a capo di un ufficio amministrativo non potrà lavorare fluidamente come qualcuno con una competenza più specifica. La ricchezza che avevamo negli anni ’80 è stata sperperata a volte da burocrati che erano ben più potenti dei politici, è vero, penso però che una burocrazia che si muove all’interno della legge sia garanzia di democrazia”.

Vecchio ha però voluto precisare che “I dirigenti sono legati alla politica, e la politica qua non funziona: quasi tutti i deputati uscenti sono candidati alle prossime elezioni regionali. Dobbiamo mandarli tutti a casa, e possiamo farlo solo non votandoli! Una persona non deve fare politica per più di 10 anni”. Un’idea che ha visto d’accordo anche  Ernesto Maria Ponte, che tra una battuta e l’altra, ha lanciato un appello: “In una regione dove per due volte di seguito è caduto un sistema politico per motivi legati alla mafia, dobbiamo educare i giovani alla legalità per andare avanti”. Anche Greco ha concordato che “Ci vuole un cambio generazionale, e non solo per allontanare la corruzione”.

Così si è concluso il dibattito legato alla burocrazia. La terza giornata del Festival della Legalità inizierà domattina alle 10 nel ricordo del piccolo Giuseppe Di Matteo: l’attrice Stefania Blandeburgo interpreterà stralci dei verbali dell’interrogatorio di Vincenzo Chiodo, colui che si auto-accusò dell’omicidio. Subito dopo, Elvira Terranova intervisterà Rino Germanà, che nel 1992, quando dirigeva il Commissariato di Mazara del Vallo, sfuggì ad un attentato. Nel pomeriggio invece si inaugura il Festival della Politica: il direttore di Livesicilia Francesco Foresta e il giornalista Salvo Toscano intervisteranno l’ex presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo.


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