PALERMO – Le certezze vacillano. Non c’è la prova che il rapinatore riconosciuto dalla vittima sia Nicola Albamonte. Il Tribunale del Riesame ha accolto l’istanza degli avvocati Giovanni Castronovo e Maria La Verde e lo ha scarcerato.
Albamonte, pluripregiudicato di 52 anni, era finito in carcere lo scorso 17 dicembre. Sarebbe stato lui, secondo l’accusa, a pedinare una donna e ad attendere che uscisse dallo studio del suo commercialista per strapparle il Rolex da cinquemila euro che portava al polso.
I poliziotti avevano estratto le immagini delle telecamere di due attività commerciali che filmavano l’ingresso del civico 61 di via Pietro Platania, luogo della rapina nei pressi di Corso Calatafimi. Si vedeva la donna al volante della sua Jeep seguita da un uomo in sella ad uno scooter. Lo stesso uomo era stato ripreso mentre si allontanava subito dopo il colpo. La vittima aveva poi riconosciuto Albamonte in album di foto segnaletica preparato dagli investigatori.
I legali hanno sostenuto la tesi dell’errore di persona. A cominciare dalla “forte somiglianza” di cui aveva parlato la donna, senza mostrare certezza alcuna sul suo riconoscimento. La tesi ha fatto breccia davanti al Riesame e Albamonte, che resta indagato, è stato scarcerato.

