PALERMO – Il caldo umido del tardo pomeriggio palermitano non li avrebbe fermati e così è stato. Sorridenti, con i tocchi colorati in testa e armati di cellulare per farsi i selfie i laureati magistrali dell’Università di Palermo hanno festeggiato la fine della loro carriera universitaria nel settimo Graduation day. I laureati hanno sfilato dallo Steri a piazza Croce dei vespri risalendo corso Vittorio Emanuele. La festa per la laurea ha invaso le vie del centro storico di Palermo. Un colore per ogni corso di laurea: arancio per la scuola delle Scienze Umane e del Patrimonio Culturale, azzurro per la scuola delle Scienze Giuridiche ed Economico-Sociali, rosso per la scuola di Medicina e di Chirurgia, viola per la scuola Politecnica e verde per la scuola delle Scienze di Base ed Applicate.
“Oggi l’università – dice il rettore Fabrizio Micari a LiveSicilia, descrivendo lo stato di salute dell’ateneo – ha un utile da utilizzare, presto avvierà nuove assunzioni e ha nuovi corsi di laurea. Le buone notizie, quindi, non mancano. La speranza – ha proseguito – è che il prossimo anno sia un anno di crescita, specialmente per i consorzi per i quali si è fatto un buon lavoro. Sono convinto che potremo garantire stabilità a tutti i poli decentrati. Il prossimo anno vorremmo crescere nell’internazionalizzazione. Abbiamo tre corsi di laurea in inglese e puntiamo a crescere su questo aspetto”.
All’uscita dallo Steri, piazza Marina è piena di curiosi e di familiari. I turisti rimangono affascinati dall’iniziativa e la seguono per fotografarla. I ragazzi si concedono a qualche commento mentre qualche dottore non si è stancato di fotografare e postare. “Questa -dice qualcuno di loro – è la festa di chi vuole restare e diventare la classe dirigente di domani. Ci siamo formati qui e vogliamo continuare a vivere in questo posto per migliorarlo”. Qualche altro collega vede il Graduation day in modo più scanzonato: “Questa è l’ultima festa, quella della liberazione definitiva dallo studio e dagli esami, certo, fra tre giorni si comincia a pensare al lavoro”. Infine una ragazza, non ha paura di nascondere lo spaesamento: “Ancora non mi sono ben ambientata nel nuovo ruolo di dottoressa”.
Arrivati a piazza Croce dei Vespri inizia la cerimonia e prende la parola il rettore Fabrizio Micari. “Il lancio del tocco è un momento di gioia e di liberazione. – ha esordito rivolgendosi agli studenti -. Siamo arrivati alla settima edizione del graduation day. Dopo una prima edizione all’americana in cui si festeggiava in uno stadio, oggi siamo siamo nel pieno centro storico della città, dopo un corteo che mostrasse la connessione fra Palermo e la sua università. La nostra è una università che esce dalle proprie mura, dallo Steri, per raccontare la propria presenza e la propria ricchezza”. “E voi – ha continuato il rettore – siete la vera ricchezza della nostra università. Voi che avete voluto fare un pezzo importante della nostra vita insieme a voi. Qualcuno di voi è già lavoratore e questo succede perché siete bravi, preparati e competenti. Vorrei rimarcare come la competenza sia fondamentale. E questa è la chiave dei successi della vostra vita. La vostra conoscenza è basata sui metodi oltre che sulle conoscenze. Questa è la peculiarità del nostro modo di insegnare, del metodo italiano e del metodo palermitano”.
“Quei pochi ragazzi che si trovano ad andare altrove – ha concluso Micari – raccontano come quello che apprendono era spesso già stato loro dato qui a Palermo. Non smettete di credere in voi”.

