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La giustizia negata ai disabili

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Mancano gli scivoli e salta l’udienza. Il palazzo di giustizia di Palermo non è attrezzato per le sedie a rotelle ed il giudice, che deve decidere sulla nomina di un amministratore di sostegno per un ragazzino di 21 anni affetto da tetraparesi spastica, è costretto a spostare l’udienza in un’aula raggiungibile dal giovane. È accaduto questa mattina un episodio che racconta ancora una volta i diritti negati a un disabile. Il giudice Rosalia Buttitta, che avrebbe dovuto sentire il ragazzo invalido e i suoi familiari per decidere l’eventuale nomina del padre come amministratore del giovane, è stato costretto a ritardare l’udienza di oltre tre ore.

L’AULA IRRAGIUNGIBILE. La convocazione delle parti era fissata al piano ammezzato del Tribunale irraggiungibile con gli ascensori che non vi sostano e dalla sedia a rotelle in quanto le scale sono sprovviste di scivoli. Il ragazzo che aspetta la nomina dell’amministratore di sostegno anche per la riscossione della pensione di invalidità, con l’ascensore è riuscito a salire al secondo piano del palazzo di giustizia; da qui la decisione del Got, sollecitata dall’avvocato dell’invalido, Roberto Corsello, di trasferire l’udienza in un’aula del secondo piano chiesta in “prestito” per l’occasione.

“Questo è uno dei tanti casi di mala giustizia, anche se non nel senso classico del termine – ha detto Roberto Corsello – che ogni giorno accadono nel palazzo di giustizia di Palermo”. E non sarà, purtroppo, l’ultimo.


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