CATANIA. I palazzoni di viale Biagio Pecorino, strada cerniera tra Librino e San Giorgio, erano il labirinto perfetto. Un apparato architettonico infittito di una rete di vie interne, accessi di servizio, portici di collegamento tra i residenti nonché rampe e locali sottoscala che erano divenuto il luogo ideale dove smerciare la droga. Qui, in caso di intervento da parte delle forze dell’Ordine, la fuga facile diveniva una scorciatoia a portata di mano.
La piazza dello spaccio operava con i suoi soldati ben nascosti e coperti proprio all’interno dei portici dei palazzi. C’era anche una fìtta rete di vedette radiocollegate: il compito era quello di monitorare costantemente l’unica via d’accesso veicolare esistente nonché l’accesso pedonale. Sono state le riprese effettuate dagli inquirenti con dispositivi fissi a distanza che hanno smascherato e individuato pusher e organizzazione del gruppo di spaccio. Il turno era “ferreo”. Il primo dalle 9 del mattino alle 17; l’altro avveniva con il cambio delle vedette e proseguiva sino alle 2 della notte.
L’introito giornaliero non era affatto male. Almeno 2 mila euro al giorno. E tutti avevano un ruolo ben definito: vedette, spacciatori, coordinatori, fornitori e cassieri. Un’autentica attività manageriale nella gestione dello spaccio della droga che aveva come punto di riferimento l’uomo d’onore dei Santapaola, Rosario Lombardo.
L’inchiesta “Km Zero” coordinata dal pm Rocco Liguori ha ripreso e ricostruito ogni singolo dettaglio. C’è, ad esempio, il modus operandi di uno dei tanti turni che si susseguivano di giorno in giorno. Nei pressi della ringhiera che affaccia all’accesso pedonale su viale Biagio Pecorino 3, c’è Gioacchino Junior Strano che conversa, verosimilmente con una delle vedette in osservazione, attraverso una ricetrasmittente che viene poi passata a Giovanni Palazzolo. Strano, subito dopo, controlla quanto contenuto all’interno di una busta in cellophane di colore bianco. Da lì, si assiste alla vera e propria compravendita della sostanza stupefacente: un individuo che indossa un casco di colore nero si reca nei pressi dell’ingresso pedonale del Viale, si ferma al di sotto della ringhiera e, dopo avere comunicato qualcosa agli spacciatori, si adopera per inserire una banconota all’interno di una porzione di bottiglia di plastica legata ad una corda. Una volta che “il cliente” ha inserito la banconota, Gioacchino Junior Strano provvede a sollevare il contenitore e prelevarne il contenuto. A quel punto, Giovanni Palazzolo prende da una busta in cellophane nascosta sotto il giubbotto e la lancia in direzione dell’acquirente.
Ed uno tra i tanti acquirenti giornalieri, interrogato dagli acquirenti, conferma quanto ricostruito: “Entravo nella parte inferiore del condomino dove vi sono i garage e lì un ragazzo mi diceva di mettere i soldi all’interno di una bottiglia appeso con una corda e mi indicava di entrare all’interno dei garage e aspettare li. Da un altro giovane ricevevo attraverso una grata l’involucro con all’interno lo stupefacente. Dopo averlo preso andavo via dal garage”.
Una sorta di take away dello spaccio. Smantellato nella notte tra il 29 e il 30 novembre scorsi dal lavoro congiunto di Procura e carabinieri.

