PALERMO – “Preg.mi Onorevoli, con la ripresa dei lavori dell’Assemblea Regionale Siciliana si apre una delle ultime finestre utili per imprimere un’accelerazione alle riforme e agli interventi di cui la Sicilia ha urgente bisogno”, è quanto si legge in una lunga lettera scritta dal segretario generale della Cisl Sicilia Leonardo La Piana.
“È il momento della responsabilità e sarebbe un grave errore se questo scorcio di fine legislatura fosse condizionato più dai fermenti elettorali che dall’interesse generale della regione. La nostra isola non può permettersi mesi di tatticismi, annunci o contrapposizioni finalizzate esclusivamente alla ricerca del consenso. I siciliani si aspettano altro, ovvero una politica che torni ad occuparsi dei problemi quotidiani. Come Cisl Sicilia viviamo ogni giorno il territorio e, da questo osservatorio privilegiato, registriamo una distanza crescente tra il dibattito politico e la vita reale. Il cittadino comune, la lavoratrice, il lavoratore, il giovane che continua a cercare una prospettiva nella propria terra, il pensionato che vede assottigliarsi il proprio potere d’acquisto, fanno sempre più fatica a comprendere dinamiche e decisioni che appaiono troppo spesso scollegate dalla realtà. È questa la percezione che raccogliamo quotidianamente come organizzazione sociale e, per questo, rivolgiamo un appello al Governo e a tutte le forze parlamentari: non si inseguano chimere, non si disperdano tempo ed energie in interventi frammentati o in misure prive di una visione complessiva. Si agisca, semmai, per priorità, che sono poi quelle che incidono davvero sulla vita delle persone e che fanno la differenza tra le parole a effetto e i fatti concreti. Una di queste deve essere l’occupazione stabile, sicura, qualificata e adeguatamente retribuita”.
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“Da tempo – continua la lettera di La Piana – la Cisl Sicilia rilancia la proposta di un Patto regionale per il lavoro di qualità, capace di orientare gli investimenti verso occupazione duratura, innovazione, sicurezza, valorizzazione del capitale umano e piena applicazione dei contratti collettivi. Una delle emergenze più gravi resta la continua fuga di giovani, competenze e professionalità. Ogni ragazza e ogni ragazzo costretti a lasciare la Sicilia per costruire il proprio futuro rappresentano una sconfitta per tutti. Trattenere i talenti significa creare opportunità di lavoro qualificato, investire nella ricerca e nell’innovazione, garantire servizi efficienti, salari adeguati e reali prospettive di crescita, affinché la Sicilia sia una terra in cui i giovani possano scegliere di restare. Parallelamente, è indispensabile rafforzare i servizi essenziali, a partire dalla sanità, riducendo le liste d’attesa e garantendo un’assistenza omogenea su tutto il territorio, e costruire un welfare capace di sostenere famiglie, anziani, giovani, persone con disabilità e non autosufficienti”.
Il segretario generale della Cisl Sicilia si concentra anche sulle scuole: “A questo proposito, è indispensabile affrontare oggi il tema delle scuole siciliane. Stanno per tornare sui banchi migliaia di studenti, ma persistono le note carenze strutturali degli edifici, a partire dalla loro inadeguatezza rispetto alle alte temperature. Sono rimaste invariate le questioni relative al corpo docente e al personale scolastico, con la conseguenza che continuano a mancare risposte esaustive ai bisogni degli studenti, in particolare di quelli in condizioni di fragilità e di non autosufficienza. Come possiamo parlare di futuro se non investiamo subito nella formazione delle nuove generazioni? Occorre inoltre investire nella prevenzione e nella tutela del territorio, dalla gestione delle risorse idriche alla prevenzione degli incendi e agli interventi necessari per affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici. La legalità deve diventare sempre più un fattore di competitività e di attrazione degli investimenti, mentre ogni risorsa pubblica deve essere destinata a interventi capaci di creare sviluppo stabile, rafforzare il tessuto produttivo e migliorare concretamente la qualità della vita dei cittadini. È fondamentale programmare già oggi la fase successiva al Pnrr, per evitare il cosiddetto effetto scogliera e costruire, invece, una strategia di medio e lungo periodo che garantisca continuità agli investimenti, consolidi le filiere produttive, rafforzi le competenze e impedisca che il patrimonio di lavoro creato venga disperso. Infine, rimarchiamo ancora una volta una questione di metodo. Le scelte per la Sicilia non possono essere costruite senza la partecipazione delle parti sociali, partecipazione che, come ripetiamo da troppo tempo, non può essere ridotta a puro adempimento formale, ma deve essere uno strumento di buona politica e di buona amministrazione. Come sindacato diamo voce a persone che ogni mese ci rinnovano la loro delega a rappresentarle e, come tali, non siamo né saremo meri ratificatori di decisioni già assunte altrove. Noi vogliamo contribuire, con spirito partecipativo, competenze e conoscenza dei territori, alla definizione delle strategie di sviluppo della regione. Il tempo che resta a questa legislatura è sufficiente per lasciare un segno, ma non per sprecarlo. Comprendiamo che i deputati e gli esponenti politici vogliano dare risposte alle esigenze dei territori che rappresentano, ascoltando le comunità locali e interpretandone i bisogni. Ci auguriamo, però, che queste iniziative non si riducano a strumenti finalizzati al consenso elettorale o a misure episodiche prive di continuità. Ogni scelta deve essere valutata per la sua capacità di creare occupazione stabile, rafforzare il tessuto produttivo, migliorare i servizi, sostenere le imprese sane e offrire nuove opportunità ai giovani. La politica sarà giudicata sui risultati raggiunti. Ed è questa la sfida che Cisl Sicilia lancia al Governo regionale e all’Assemblea Regionale Siciliana. Una sfida che non riguarda la prossima competizione elettorale, ma la prossima generazione di siciliani”.




