PALERMO – Il mondo della scuola si mobilita per lo sciopero generale del 5 maggio indetto da Cgil, Cisl, Uil Snals e Gilda. Le manifestazioni si svolgeranno in contemporanea in sei città italiane: Palermo, Catania, Milano, Bari, Cagliari e Roma. Previsti cortei di docenti e studenti critici nei confronti della riforma “La buona scuola” del governo Renzi. I sindacati chiedono un piano di stabilizzazione per i precari e bocciano le nuove norme su scatti di anzianità e retribuzioni, oltre a lamentare un accentramento di potere nelle mani dei dirigenti scolastici che con la riforma potrebbero reclutare i prof per chiamata diretta.
A Palermo il concentramento sarà alle 9 in piazza Marina, poi il corteo si snoderà per corso Vittorio Emanuele, via Roma, via Mariano Stabile, via Ruggero Settimo fino a piazza Verdi, davanti al teatro Massimo. A Catania, invece, il corteo partirà alle 9 da piazza Europa e attraverserà Corso Italia fermandosi in piazza Roma.
Anche gli studenti medi e universitari scenderanno in piazza Verdi, alle 9, per poi dirigersi in corteo lungo le vie del centro città. “Pretendiamo – dice Maria Occhione, studentessa del liceo Regina Margherita – una manutenzione straordinaria degli edifici scolastici, libri di testo e trasporti pubblici. Vogliamo una scuola pubblica,gratuita e lontana dalle logiche del profitto e di mercato”.
“Parteciperò allo sciopero generale della scuola, indetto domani dalle organizzazioni sindacali, contro il disegno di legge del governo che rischia di produrre un vulnus profondo all’impianto costituzionale che tutela la libertà d’insegnamento e l’apprendimento di un pensiero critico”. Lo afferma Giusto Catania, assessore al Comune di Palermo, il quale sottolinea “la mia adesione allo sciopero è nelle vesti di Dirigente scolastico di una scuola della periferia di Palermo. Invito tutti i miei colleghi presidi a fare altrettanto, perché la cosiddetta buona scuola di Renzi è una trappola per gli studenti, per i docenti ma anche per Dirigenti scolastici che saranno chiamati ad assumere responsabilità senza un’adeguata tutela. I Dirigenti scolastici saranno chiamati ad assumere un carico di lavoro insostenibile e saranno valutati sulla base di una impari competizione tra scuole di élite ed istituti periferici”. “La mia partecipazione allo sciopero non comporterà una detrazione automatica di denaro dal mio stipendio poiché, per il mio incarico istituzionale, sono collocato in aspettativa non retribuita – conclude Giusto Catania – e per questa ragione devolverò il correspettivo della detrazione alla ONG CBM ITALIA, la più grande organizzazione umanitaria internazionale impegnata nella prevenzione e cura della cecità e della disabilità nei Paesi del Sud del mondo.”

