Tonnara di Scopello | Il Tar boccia l'ordinanza

Tonnara di Scopello | Il Tar boccia l’ordinanza

La prima sezione del Tribunale amministrativo siciliano, ha accolto la domanda di misure cautelari straordinarie richieste dai comproprietari della Comunione Tonnara di Scopello & Guzzo. Il 10 settembre la trattazione in camera di consiglio.

la sentenza
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PALERMO – La prima sezione del Tar Sicilia, ha accolto la domanda di misure cautelari straordinarie richieste da Leonardo Foderà, da Vincenzo Vasile e da Carlo Bargione Leo comproprietari della Comunione Tonnara di Scopello & Guzzo – assistiti dall’avvocato Gaetano Armao, sospendendo le ordinanze con cui il comune di Castellammare del Golfo aveva vietato  “la pubblica accessibilità all’area demaniale marittima e per la libera e gratuita fruizione del mare, nelle baie antistanti i faraglioni e l’ex Tonnara”

Il Tar nel sospendere con provvedimento presidenziale le ordinanze comunali ha fissato al 10 settembre 2015 la trattazione in camera di consiglio. Trova così conferma quanto prospettato dai ricorrenti sulla insussistenza della demanialità degli spazi antistanti la tonnara e le preminenti esigenze di tutela del bene monumentale espresse dalla Soprintendeza di Trapani

“Non abbiamo mai avuto dubbi – dice Gianfranco Zanna, direttore regionale di Legambiente Sicilia – sul fatto che l’ordinanza fosse fuori ogni logica e andasse contro norme e regole. È stato solo un atto di arroganza che ha causato un grave danno d’immagine a uno dei luoghi più belli e unici della Sicilia e del Mediterraneo. Un atto di autolesionismo fatto da amministratori miopi che non si rendono conto dell’effetto volano che la Tonnara di Scopello ha avuto e ha per l’intero territorio circostante. Purtroppo i tribunali dovranno stabilire e dirimere altre questioni”.

“Noi non vorremmo – continua – che l’unica a pagare queste assurde battaglie legali, alimentate da sciocche e vuote demagogie sul ‘mare libero’ e da interessi economici non dichiarati di chi vuole solo speculare, sia il sito monumentale e il patrimonio culturale chiamato Tonnara. Solo un percorso comune e condiviso, tra i proprietari e la Soprintendenza, per poi coinvolgere eventualmente il Comune di Castellamare solo se abbandona certi metodi inqualificabili, può salvare la Tonnara, valorizzarne la sua storia e la sua bellezza. A tal fine – conclude Zanna – confidiamo nella saggezza e nell’autorevolezza del Prefetto di Trapani”.

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