CATANIA – Si è aperto il procedimento per la tragedia del mare dello scorso aprile. Questa mattina sono state affrontate le questioni preliminari nell’udienza celebrata davanti al Gup Daniela Monaco Crea. Alla sbarra Mohammed Ali Malek e Mahmud Bikhit, accusati dalla Procura di Catania, di essere i responsabili del naufragio in cui morirono avvocati almeno 700 migranti. Mentre il difensore del siriano Bikhit, indicato come membro dell’equipaggio del peschereccio affondato, ha chiesto di procedere con il rito abbreviato, l’avvocato Massimo Ferrante che assiste il tunisino (il presunto comandante) ha fatto istanza per un abbreviato condizionato ad alcune integrazioni documentali e investigative.
L’udienza è stata rinviata al prossimo 22 marzo: in quella data il difensore di Malek chiarirà che la richiesta di una fase istruttoria integrativa serve a colmare alcune “lacune” presenti – secondo il legale – nell’inchiesta. Per l’avvocato mancano dettagli nella ricostruzione riguardante l’impatto tra il mercantile King Jacob e il natante affondato. Ferrante, nel corso di una conferenza stampa, inoltre evidenziò che nel fascicolo manca la “scatola nera” della nave portoghese. Alla breve discussione dell’avvocato Ferrante seguiranno le osservazioni dei pm Andrea Bonomo e Rocco Liguori alla richiesta del difensore e dopo ci sarà la decisione del Giudice per le Udienze Preliminare. Il Giudice Monaco Crea ha già calendarizzato anche un udienza nel mese di aprile: se, infatti, non ci sarà l’accoglimento dell’abbreviato condizionato potrebbe già svolgersi la requisitoria dell’accusa. I pm discuterebbero a un anno esatto dalla strage.

