Laboratori d'analisi, occupato l'assessorato | "Vogliono indietro i soldi, sarà fallimento" - Live Sicilia

Laboratori d’analisi, occupato l’assessorato | “Vogliono indietro i soldi, sarà fallimento”

La Regione ha inviato ieri una mail ai laboratori con la quale viene quantificata la somma che i centri dovranno restituire per aver continuato a utilizzare il tariffario regionale al posto del "Bindi". Oggi, la protesta: "Il nostro fallimento è certo. Ma dopo i cittadini come faranno?".

PALERMO – “Da qui non ci muoviamo”. I rappresentanti dei laboratori d’analisi siciliani hanno occupato l’assessorato di Piazza Ziino. Una sala, in particolare, dove stamattina sono stati ricevuti dal capo di gabinetto dell’assessore Borsellino. Ma l’assessore, ecco un altro dei motivi alla base della clamorosa forma di protesta,  “anche stavolta è sfuggita al confronto. E adesso, credo che il futuro sia inevitabile”.

E futuro fa rima con “fallimento”. Questo lo spettro richiamato oggi dai rappresentanti di circa 80 laboratori. Alcuni di questi tra i più rappresentativi in Sicilia. Motivo della visita in assessorato, una mail di posta certificata inviata ieri ai dirigenti dei centri. In poche parole, la lettera dà notizia della quantificazione delle somme che i laboratori dovranno restituire per l’utilizzo del tariffario regionale nonostante l’entrata in vigore del “Bindi”. Un’entrata in vigore in Sicilia, a dire il vero, congelata inizialmente per effetto di alcuni ricorsi al Tar.

Ma i giudici amministrativi nei mesi scorsi hanno sancito la legittimità di quel tariffario. E spinto l’assessorato ad attivare il recupero delle somme “indebitamente percepite”. Così, ecco la richiesta piovuta ieri, con la quantificazione delle somme che verranno trattenute sotto forma di “conguaglio” che scatterà tra un mese esatto.

“Ma da mesi – spiega Fabio Nicolosi, uno dei rappresentanti dei laboratori – chiediamo all’assessore un confronto, un tavolo per la rivalutazione tariffaria di quelle somme. Anzi, è stato proprio il vertice dell’assessorato a proporre una soluzione del genere. Utile a limitare i danni”.

Da qualche mese, però, spiegano i direttori dei centri, “l’assessore sfugge al confronto. Come oggi. Ma da qui non ce ne andremo finché non riceveremo una risposta”. E la domanda è chiara. E parte da una premessa drammatica: la certezza dell’immediato fallimento dei laboratori. “A quel punto – ecco il quesito – come intende, la Regione, assicurare ai cittadini l’assistenza territoriale?”.

In attesa della risposta, però, i laboratori proseguiranno con la protesta in assessorato. “Da qui non ci muoviamo”. Quella di oggi è solo l’ultima manifestazione di protesta dei rappresentanti dei centri. Appena quattro giorni fa, infatti, datori di lavoro e dipendenti hanno protestato insieme, davanti alle prefetture delle nove province siciliane. I lavoratori a rischio sono circa settemila. Anche loro attendono una risposta alla domanda: “Si può evitare il fallimento?”.


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