PALERMO – Il 6 agosto, purtroppo, sarà ricordato per l’omicidio per mano mafiosa del vicequestore Ninni Cassarà e dell’agente Roberto Antiochia il 6 agosto 1985. Lo stesso giorno, ma nel 1980, fu ucciso il Procuratore della Repubblica, Gaetano Costa.
Il sindaco Lagalla questa mattina ha partecipato alle commemorazioni che si sono tenute in città.
“Nel 38° anniversario dell’uccisione del vicequestore Ninni Cassarà e dell’agente Roberto Antiochia, assassinati per mano mafiosa, è viva ancora la memoria del loro operato e della loro lealtà verso lo Stato – ha dichiarato il sindaco Lagalla -. Cassarà ebbe un ruolo investigativo di primo piano nell’istruzione del Maxiprocesso e, per questa ragione, rimane nel tempo un esempio per gli uomini delle forze dell’ordine che lavorano ogni giorno con coraggio per la legalità“.
“Magistrato lungimirante, Gaetano Costa intuì l’evoluzione del pericoloso potere di Cosa nostra all’interno delle istituzioni. Per questo e per essere stato un esemplare servitore dello Stato, ancora oggi ne viene ricordato il valore dalle istituzioni e da quanti continuano ad alimentare la lotta contro la criminalità organizzata nel nostro territorio. Per ricordare nel migliore dei modi il giudice Costa, in questo anniversario l’amministrazione ha finalmente assolto anche al dovere di sostituire la lapide, dove per la prima volta si legge che questa strage è avvenuta per mano mafiosa“.


