Non ce la fanno più. La paralisi politica e amministrativa della Regione è sentita anche da loro. Dagli imprenditori siciliani. Alcuni di questi, riuniti nel “Tavolo per le imprese” lanciano il loro sos: “Non ce la facciamo più”.
Il Tavolo per le imprese è una associazione che aggrega venticinque imprenditori, principalmente della Sicilia orientale. “La paralisi economica che stiamo vivendo è insostenibile – afferma Andrea Tassone, uno degli imprenditori del Tavolo – I fondi europei e nazionali avevano e hanno un’importanza vitale nell’economica regionale, perché creano sviluppo e posti di lavoro nella nostra isola ma da un paio di anni i bandi sono bloccati per l’incapacità dell’amministrazione regionale. Lo diciamo a gran voce da tempo, ma è un grido che non arriva alle orecchie di nessuno. È talmente palese l’immobilismo dell’attuale governo che si commenta da sé”. E aggiunge “Questa superficialità e indifferenza non taglia le gambe solo a noi imprenditori ma a tutta l’economia in generale. I fondi comunitari non sono diretti a tutti, ma i benefici sono indirizzati alla collettività in generale. “Siamo tutti stanchi – aggiunge Tassone – di questi teatrini politici e abbiamo bisogno di programmi seri, costruttivi e soprattutto realizzabili. Penso che allo stato attuale non si possa parlare di rilancio ma possiamo almeno sperarlo e sicuramente esso non avviene solo attraverso un passaggio di consegna da presidente a presidente, dovrebbe cambiare la logica con cui si è fatta politica fino ad ora altrimenti noi imprenditori siamo costretti ad emigrare e basta”.
“Da imprenditore mi sembra di rivivere la stessa identica situazione della precedente programmazione di fondi europei – afferma Salvo Zappalà, amministratore dell’hotel palermitano Ibis Styles e imprenditore del Tavolo per le Imprese – C’è un’assoluta incapacità da parte dei nostri funzionari, poco preparati”. E incalza “Fondi europei uguale soldi per la Sicilia uguale rilancio economico uguale sviluppo ma se ne capisce l’utilità oppure no? Perché alla classe imprenditoriale sembra che questa paralisi sia frutto di un disinteresse inspiegabile. Come si può stare fermi da due anni? Senza credito e incentivi le imprese muoiono e continuiamo a rimanere sottosviluppati. Non c’è capacità di fare politica bensì c’è solo affarismo, presenzialismo e sfruttamento”.
“Crocetta ci ha deluso profondamente – conclude Tassone – Abbiamo assistito ad un mandato di proclami e di scelte che se pur in parte condivise, non sono di fatto mai venute alla luce. Alcune di esse, come l’istituzione dei liberi consorzi o la rotazione forzata di alcuni dirigenti, sono decisioni che avrebbero dovuto avere una logica. Nella pratica, però, non avendo chiaro quale fosse il reale obiettivo, o ancora meglio quale doveva essere il proseguo di tali azioni, hanno paralizzato istituzioni e di riflesso cittadini e imprenditori. Possiamo fare decine di esempi di politiche fallimentari durante il mandato Crocetta ma quello di cui non si parla spesso è il senso di distacco e sfiducia ormai appurato da parte della collettività nei confronti delle Istituzioni e nella politica in generale. Non ci sono interlocutori, non c’ è programmazione, non c’è voglia di cambiamento e non c’è certamente la Politica con la “P” maiuscola”.

