GELA (CALTANISSETTA) – Erano arrivate da poco le giostre di fronte alla sua pizzeria. Le luci e i suoni, la folla e le urla spensierate dei bambini da qualche settimana gli facevano compagnia mentre tra una comanda e un sorriso serviva i clienti che affollavano la sua attività. ‘Cuciù’, perché gli amici non lo chiamano mai Crocifisso, era felice. Orgoglioso della sua attività commerciale “Gusto pizza” che dopo anni di sacrifici e lavoro era riuscito ad aprire in via Madonna del Rosario, nei pressi del campetto di calcio e delle aree libere dove quotidianamente vengono allestiti i mercatini rionali. Ora non c’è più, spazzato via da un tragico incidente sulla Gela-Licata.
Quella zona dove si recava ogni pomeriggio per avviare la giornata lavorativa è diventata un villaggio, popolato da commercianti che hanno imparato a volersi bene e condividere la giornata di lavoro. E tra questi c’era anche Croci (con questo nome sul suo profilo facebook), uno degli ultimi ad arrivare a lavorare in zona “con cui parlavamo della crisi e di come andasse a lavoro. Anche io ho una pizzeria – dice Eugenio -. Un bravissimo ragazzo”. Il mercato, la gente, il luna park, i calciatori. E gli amici che numerosi frequentavano la sua pizzeria-panineria. Anche solo per stare con lui per una risata a fine giornata, tra un sospiro di stanchezza e uno di soddisfazione. Perché ‘Cuciù’ sapeva ridere e “aveva uno spiccato senso dell’umorismo”, dice Alessandra, sua amica. “Un ragazzo allegro – aggiunge con gli occhi velati dalle lacrime – desideroso in tutti i modi di lavorare, di avere un negozio tutto suo. La panineria l’aveva aperta e lo impegnava quotidianamente. Perché non sapeva stare con le mani in mano. Amava vestire bene ed era un grande sportivo. E quando l’Italia ha giocato i mondiali l’euforia durante il tifo era tanto contagiosa che anche a chi non fregava nulla della partita veniva travolto da grande entusiasmo”.
Crocifisso Emmanuello, 37 anni, non era sposato. Stravedeva per le sue nipotine, le figlie dell’unica sorella. Ed a loro dedicava la maggior parte del tempo libero. Coi bambini ci sapeva fare. La sua è stata infatti una vita vissuta tra i più piccoli e al servizio della parrocchia San Domenico Savio. Nell’oratorio salesiano, a due passi da casa sua, durante la sua adolescenza ha animato i gruppi estivi tra un canestro al basket ed una riunione in preghiera. Perché Ciuciù era molto religioso. Non mancava mai alle feste religiose della città. Sciorinava il rosario in processione dietro alla sacra effige di Maria d’Alemanna e Maria Santissima delle Grazie a cui era molto devoto.
“L’ho visto ieri sera – scrive Gaetano tra i commenti sulla pagina facebook -. Mi ha portato gli avanzi della giornata per i cani. Resto incredulo per questa notizia. Ciao amico mio, mi mancherai”. “È stato bello lavorare accanto a te, inconfondibile nel tuo stile. Grazie di tutto”, lo saluta così Tony. Nell’abitazione di via Pozzillo, nel quartiere Villaggio Aldisio, è un viavai di amici e parenti stretti attorno al dolore di mamma Maria e papà Rocco con cui viveva da solo, dopo il matrimonio della sorella.

