La vista di Papa Leona a Lampedusa

Lampedusa, Papa Leone: “Il Mondo sia più umano”

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Il Pontefice ha fatto visita al cimitero e scoperto la targa del molo che ora è intitolato a Papa Francesco
VATICANO
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7 min di lettura

LAMPEDUSA (AGRIGENTO) – Papa Leone XIV è arrivato a Lampedusa alle 8:54. Lo riferisce un telegram della Sala stampa della Santa Sede.

Il Pontefice inizierà la sua vista con l’omaggio ai migranti defunti, al Cimitero locale per un omaggio floreale sulle tombe. Subito dopo si recherà alla Porta d’Europa per un momento di riflessione davanti al monumento che rappresenta l’approdo e la speranza, ed infine al Molo Favaloro dove benedirà la targa che intitolerà ufficialmente il molo a Papa Francesco, e rivolgerà un saluto personale ad alcuni migranti presenti.

Il cuore dell’evento sarà la messa, prevista per le 10:30. Per l’occasione, sul palco sarà esposta l’effige della Madonna di Porto Salvo, protettrice dell’isola e dei naviganti. Al termine della funzione, Leone XIV dedicherà del tempo ai saluti istituzionali e pastorali, incontrando le autorità, i volontari impegnati nell’accoglienza e i bambini ammalati. La visita si concluderà intorno alle 12.30 quando il Santo Padre tornerà a Roma.

LA DIRETTA

11.47 È terminata la Messa del Santo Padre a Lampedusa.

10.47 “La bellezza del mare, di quest’isola e dei vostri volti è un riflesso dell’iniziativa gratuita di Dio: l’amore ci precede, ci circonda e ci raduna. Sono grato al Signore di potervi visitare, sulle orme di Papa Francesco, che l’8 luglio 2013 volle venire a Lampedusa nel suo primo viaggio da Successore di Pietro. Gli Apostoli, come sapete, hanno navigato nel Mediterraneo e sperimentato l’ospitalità degli abitanti delle sue isole e delle sue coste, da millenni crocevia di civiltà”. Lo dice papa Leone nell’omelia della messa a Lampedusa ricordando subito la visita storica di papa Bergoglio.

“Sono venuto a ringraziarvi per la prossimità che molti di voi hanno esercitato, si è compiuto d nuovo il miracolo della compassione. Da questo estremo lembo d’Europa nel Mediterraneo, si vede meglio la chiamata epocale che il fenomeno migratorio rivolge alle società europee. L’Europa possiede un potenziale unico, che le deriva dalla sua storia e dalla sua cultura, e quindi una pari responsabilità. Per la sua posizione geografica e per il suo assetto istituzionale, l’Europa è in grado di affrontare la crisi in modo organico, inserendo il primo soccorso in un piano strategico di lungo periodo” per “accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti” e “nello stesso tempo lavorare per lo sviluppo, così che nessuno sia costretto a emigrare”.

“Ognuno dispone di un proprio ambito di azione, e lì non altrove, è chiamato a scegliere se alimentare la logica della forza anche solo con indifferenza, cinismo, menzogna, odio – ha aggiunto Leone – oppure custodire la logica della pace con verità, sobrietà, prossimità, cura”.
“Carissimi, chi si lascia portare in questa dinamica di compassione, di misericordia, inizia a vivere diversamente, a essere cittadino diversamente, a lavorare diversamente. Allora può sorgere davvero la civiltà dell’amore, quella prospettata dai miei santi predecessori Giovanni XXIII, Paolo VI e Giovanni Paolo II. Insieme a un gran numero di profeti e martiri del secolo scorso – ha continuato -, essi hanno compreso che, agli abissi del cuore umano e agli orrori della guerra, solo la misericordia sa rispondere con nuovi inizi. Ora, sulle spalle di questi giganti, siamo entrati in un millennio in cui dare forma spirituale, culturale, giuridica, politica, economica alla civiltà dell’amore. L’enormità del dolore che osserviamo ci faccia cogliere la radicalità di questa chiamata”.

“Non lasciamoci vincere dalla paura, ma guardiamo alle fatiche quotidiane come a un tempo di opportunità e testimonianza. Torni la venerata immagine della Madonna di Porto Salvo a parlarvi con la forza di un tempo, quando chi ve ne ha trasmessa la devozione, abbiamo tutti in Dio un porto sicuro, e ogni comunità cristiana è chiamata a esserne un riflesso sulla terra. E a voi, comunità di Lampedusa e Linosa, non manchi mai il respiro della fede, della speranza e della carità: “O’scià!”, così il Papa concludendo la sua omelia dall’isola di Lampedusa usando la formula di saluto dei lampedusani, una parola che potrebbe essere tradotta come ‘mio respiro’. Alla messa del Papa stanno assistendo circa 4mila persone.

10.33 È iniziata la celebrazione della Messa da parte di Papa Francesco.

10.31 Papa Leone è appena arrivato sull’altare posizionato all’interno del campo da calcio comunale dove, a breve, celebrerà la Santa Messa.

10.14  “Caro Papa sono super emozionato di incontrarti! 10 anni fa la mia storia è iniziata qui a Lampedusa. Ero da solo e avevo perso tutto, soprattutto la mia mamma. Mi dicono che ho smesso di piangere solo quando mi hanno dato un pallone fatto di carta, da quel giorno il pallone è rimasto nel mio cuore e io non ho smesso di giocare. Spero tanto che questa palla che ti regalo adesso possa arrivare a un altro bambino e farlo felice proprio come me. Grazie, Leo”. È il testo della letterina che il piccolo Leo ha consegnato, insieme ad un pallone, a papa Leone alla porta d’Europa. Un testo e un gesto altamente simbolici.

10.09 “Vi ringrazio per la vostra accoglienza e vi saluto. Il fatto che abbia voluto intitolare il molo Favaloro a Papa Francesco è segno del legame che è stato stabilito con la vostra comunità. Oggi sono qui per dirvi che il Papa vi sostiene e vi incoraggia. Non sono venuto per fare discorsi ma per celebrare l’Eucarestia segno supremo della presenza di Cristo in mezzo a noi. Il gesto di Gesù che spezza il pane per donare sé stesso dà senso e forza ai nostri gesti quotidiani di assistenza e di condivisione. Sì, questo è un luogo in cui, più che le parole, parlano i gesti. Ma i gesti, per essere umani, hanno bisogno di un cuore. Per questo ci siamo radunati qui: per attingere da Cristo l’amore che solo Lui può darci, perché il mondo di oggi e di domani sia più umano, per tutti. Il Papa vi è stato vicino in questo tempo per voi molto impegnativo. E oggi sono qui per dirvi che il Papa continua ad accompagnarvi, vi sostiene e vi incoraggia”, ha detto il Papa prendendo la parola.

10.01 Papa Leone è appena arrivato all’interno del campo comunale dove a breve ci sarà la messa. Al Papa il ringraziamento da parte del sindaco Filippo Mannino. “La sua visita rappresenta per tutti noi un dono” ha detto il primo cittadino. Al termine del ringraziamento il sindaco ha consegnato un faro di legno realizzato con i legni delle barche dei migranti.

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9.57 Il Papa, a bordo della Papamobile, ha fatto un giro per le strade di Lampedusa prima di celebrare la messa. I lampedusani e la folla di fedeli hanno seguito fino ad ora le varie tappe, dal cimitero alla porta d’Europa, dai maxi-schermi. Il Papa percorre con la giardinetta, la stessa che portò in giro Papa Francesco tredici anni fa, tutto il perimetro del campo sportivo di Lampedusa dove sono radunati qualche migliaia di fedeli. Prevost come di consueto, compie piccole soste per benedire i bambini.

9.45 Papa Leone ha scoperto la targa che intitola il molo Favarolo a Sua Santità Papa Francesco. La targa, realizzata da una ditta del Trapanese, è collocata su una pietra calcarea che richiama i colori dell’isola. La targa recita “Molo Papa Francesco, luogo di approdo, speranza, umanità“. Il Papa ha poi salutato un gruppo di migranti, accompagnati dalla Croce Rossa. “Ci ha incoraggiato e benedetto – ha raccontato uno dei migranti dell’hotspot di Lampedusa – sono molto emozionato e contento di questo incontro”.

9.29 Papa Leone ha incontrato una famiglia di migranti e subito dopo si è recato alla Porta d’Europa per un momento di preghiera. Adesso il trasferimento al molo Favarolo che verrà intitolato a Sua Santità Papa Francesco.

9.21 Omaggio floreale e sosta di preghiera per papa Leone sulle tombe dei migranti morti in mare nel cimitero dei senza nome di Cala Pisana. A segnare le loro sepolture, delle croci ricavate dal legno delle barche naufragate. Leone XIV si è fermato in particolare davanti alla tomba di Yuossef, un bimbo di sei mesi della Guinea. Alla fine del 2020 viaggiava con la madre diciassettenne su un barcone naufragato al largo dalla Libia, a quattro miglia marine dall’isola, i soccorritori lo trovarono in mare ma morì assiderato prima di raggiungere l’ospedale. Ora il Papa si trasferisce alla Porta d’Europa, scultura altamente simbolica, dove incontra brevemente una famiglia di migranti.

9.15 All’aeroporto dell’isola erano presenti anche l’arcivescovo metropolita di Agrigento, monsignor Alessandro Damiano; il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani; il prefetto di Agrigento Salvatore Caccamo; il sindaco di Lampedusa Filippo Mannino; il presidente del Libero Consorzio Comunale di Agrigento Giuseppe Pendolino.

9.05 Il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Alfredo Mantovano, ha accolto a Lampedusa Papa Leone XIV in occasione della sua visita pastorale sull’isola. Il sottosegretario ha dato il benvenuto al Pontefice all’aeroporto di Lampedusa a nome del governo italiano.


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