Landini a Palermo: "Abbassare il prezzo della benzina e del gasolio"

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Il leader della Cgil a Palermo per l'iniziativa "L'altra Sicilia, l'isola che non si arrende"

PALERMO – “In Sicilia gli autotrasportatori e i pescatori professionali minacciano il blocco per il caro gasolio. Noi pensiamo da tempo che bisogna abbassare il prezzo della benzina e del gasolio, come è noto c’è una parte consistente di quello che noi paghiamo che va a finire in iva e allo Stato. Quindi, l’unico modo per intervenire, è abbassare i prezzi. Questo era uno dei punti, se non ricordo male, che proprio l’attuale presidente del consiglio Giorgia Meloni, da anni rivendicava quando era l’opposizione. Oggi che è al governo lo potrebbe attuare tranquillamente”.

Lo ha detto il segretario generale della Cgil Maurizio Landini parlando con i giornalisti a margine dell’iniziativa “L’altra Sicilia, l’isola che non si arrende”, organizzata dallo stesso sindacato ai Cantieri culturali della Zisa di Palermo.

Landini: “La precarietà uccide”

“La precarietà non è una sfortuna, è legata alle forme di lavoro assurde che sono state introdotte negli anni. La precarietà uccide. Ad esempio, quel ragazzo di 22 anni che è morto al Colosseo, lavorava in un’azienda in subappalto. Noi rispetto a questo abbiamo fatto anche un referendum e 13 milioni di italiani hanno votato per dire che era necessario cambiare leggi balorde e cancellare la precarietà. Questa è una cosa da fare”.

“Questo governo non lo sta facendo – ha proseguito – anzi, in quell’occasione ha invitato gli italiani a non andare a votare. Noi oggi ci troviamo in una situazione nella quale non solo i giovani sono precari ma, come sappiamo, i giovani se possono se ne vanno via dal nostro paese e questo non è più solo un fenomeno del Mezzogiorno è un fenomeno di tutto il paese”.

“Ogni anno centomila giovani vanno via”

“Noi stiamo perdendo intelligenze, perché ormai mediamente quasi 100 mila giovani, ogni anno, tra laureati e diplomati, vanno a usare la loro intelligenza fuori dal nostro paese – ha aggiunto Landini -. Noi siamo un paese che sta invecchiando e che sta perdendo competenze. Quindi, anziché aver paura di quelli che dovrebbero arrivare nel nostro paese, il governo dovrebbe porsi il problema non di chiudere i porti, ma di chiudere gli aeroporti, di non far andare via nessuno dal nostro paese. Affinché non vadano via, bisogna pagarli, bisogna dire alle persone che hanno la possibilità di fare un lavoro non precario e agire in questa direzione. Questo lo stiamo chiedendo sia alle imprese che al governo e credo che sia una battaglia molto precisa che dobbiamo continuare a fare”.

“Il tetto agli studenti stranieri mossa elettorale pericolosissima”

“Il tetto massimo di alunni stranieri nelle classi italiane? Sono tutte lotte e mosse elettorali pericolosissime. Penso che, in questo modo, si mette in discussione un diritto fondamentale: la scuola. Lo dico perché un popolo come il nostro, che è un popolo di gente che ha dovuto andarsene dal nostro paese e ha dovuto fare i conti in giro per il mondo, dovrebbe imparare che l’integrazione parte proprio dalla conoscenza della lingua e dal mettere nelle condizioni tutti di trovarsi a proprio agio – ha aggiunto il leader della Cgil -“.

“Questo vuol dire rispettare le leggi sì – ha proseguito – ma vuol dire rispettare le culture. Il tema fondamentale non è quello di costruire dei ghetti o di separare le persone, ma è quello di mettere assieme. Io trovo che le parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, siano oggi le parole che tutti noi dobbiamo usare, proprio perché lui è il garante della nostra Costituzione. Credo che questa sia la strada da seguire – ha sottolineato – altre cose ci portano indietro nel tempo e ci portano al fatto che, chi ha favorito forme di razzismo nella storia dell’Europa, ha prodotto dei disastri. Sono queste, infatti, le logiche che hanno portato alle guerre e siccome oggi, purtroppo, ci troviamo nel mezzo di in una situazione di guerra, credo che la pace la si costruisce proprio a partire dall’integrazione tra le persone e soprattutto da una civiltà fondata sui diritti e sulla centralità della persona, non sulla centralità del profitto del mercato. Le persone non sono una merce che può essere comprata e venduta, ma sono soggetti che debbono potersi realizzare e vivere in pace”, ha concluso Landini.

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Il 17 ottobre in piazza a difesa della Costituzione

“Ci troviamo di fronte ad un rischio pericoloso di regressione per quello che riguarda la nostra Costituzione. È il tempo di una grande manifestazione nazionale il 17 ottobre a Roma, insieme alla Via Maestra, ma non solo, con tutti quei soggetti a quelle associazioni, quelle reti di cittadinanza attiva che per fortuna nel nostro Paese si sono diffuse e che nei territori sono quelli che garantiscono quei diritti che molto spesso lo Stato non è in grado di garantire”.

“È il momento di scendere in piazza – ha aggiunto – per riprenderci la parola perché applicare la Costituzione. Questo vuol dire aumentare i salari, significa dire no alla precarietà, fare funzionare la sanità pubblica, garantire il diritto all’istruzione, soprattutto affermare una giustizia sociale che parta anche da un fisco serio: non può essere che a pagare le tasse siano i lavoratori dipendenti e i pensionati, mentre si fanno gli sconti alla rendita, ai profitti e si favorisce l’evasione fiscale. Credo sia venuto il momento che le persone riprendano voce e si scenda in piazza per dire basta e per cambiare questa situazione”, ha concluso. 


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