PALERMO – Prima la riforma delle Province con la norma ribattezzata dai giornali anti-Orlando e Bianco, che nega ai sindaci dei comuni capoluogo il diritto a guidare anche le nascenti Città metropolitane. Poi il ddl di riforma della legge elettorale dei Comuni, che dovrebbe riportare all’effetto trascinamento del voto di lista in favore del sindaco, stoppando, o almeno complicando la vita di candidati “senza partito” come lui. Leoluca Orlando sembra essere molto presente nei pensieri del Palazzo siciliano. Anche in questi giorni tutt’altro che semplici per il sindaco di Palermo, quelli del mezzo flop dell’avvio (mancato) della controversa Ztl (Zona a traffico limitato) in città.
Sindaco, questa legge sulle ex Province ha mantenuto la norma “anti-Orlando” per cui il sindaco del comune capoluogo non è di diritto alla guida della città metropolitana. Che ne pensa?
“Io non entro nel merito della legge. Ritengo che dovrà essere esaminata dal governo per capire se ci sono gli estremi per sollevare ancora una volta il conflitto di attribuzioni. Il tema è tutto politico. Noi stiamo assistendo a un funerale dei partiti. Che viene certificato dai partiti stessi. Quando si bocciano a scrutinio segreto le posizioni che i partiti assumono, sostanzialmente si è dato il liberi tutti. Il voto segreto è un modo per evitare che il parlamentare sia condizionato. Oggi è diventato un atto di resa dei partiti. Che oggi in Sicilia non esistono più e sono diventati sostanzialmente delle bande che di volta in volta si aggregano per interessi mutevoli. Si è persa l’idea di sinistra, destra, centro e oggi l’Assemblea regionale siciliana sembra sostanzialmente un fortino assediato. L’unica preoccupazione è avere cura di salvarsi la propria sedia a sdraio”.
C’è però l’introduzione del voto ponderato, non basta?
“Ma è riferito ai consiglieri! Il consigliere comunale di Palermo pesa più del sindaco di Bagheria”.
Intanto la situazione finanziaria dei liberi consorzi resta gravissima, voi come Anci lo avete denunciato...
“Nessuno ha affrontato il tema della risposta ai cittadini sul sistema dei liberi consorzi. Un sistema al fallimento, commissariato da oltre tre anni, e due commissari di sono dimessi. Erano stati nominati da questa Regione che vive la sindrome della commissario-mania, è sintomo dei regimi in crisi. Si ha la sensazione di un’Assemblea regionale che abbia paura di coloro che hanno consensi. Convinti che ancora oggi esista la politica dei consensi”.
Beh, senza consensi in politica non si va avanti, no?
“Guardi, prima esistevano i partiti. Che provvedevano a raccogliete il consenso e i singoli esponenti raccoglievano i consensi. Oggi i partiti non hanno più consenso e si sono ridotti a essere una somma di consensi”.
Ci sono delle eccezioni…
“Il Movimento 5 Stelle. Hanno il consenso, ma hanno difficoltà a gestire i consensi. E i loro rappresentanti sono deboli. In questo panorama gli unici soggetti che sono dotati di consenso sono i sindaci. I sindaci oggi sono i partiti di ieri”.
Insomma, lei sta teorizzando che l’Ars ha paura dei sindaci. E questo c’entra qualcosa con la legge elettorale di cui ora discuterà Sala d’Ercole? Perché anche quella la penalizza…
“Gli unici soggetti che tengono insieme consensi e consenso sono i sindaci. Tutto questo sta creando la sindrome del naufragio. Che è proprio quello che si sta attuando per la legge elettorale”.
Paura dei sindaci anche dietro la legge elettorale quindi?
“Sì, tutto rientra perfettamente nella sindrome di paura dei sindaci. Avremo difficoltà di trovare qualcuno che va a fare il sindaco adesso”.
E perché mai?
“Perché avremo ogni sei mesi una crisi e nuove elezioni”.
Sì, ma la legge attuale ha portato anche a situazioni paradossali. A Palermo con la sua vittoria sono stati eletti in base al premio di maggioranza consiglieri che avevano avuto qualche centinaio di voti, a scapito di altri candidati che avevano ottenuto migliaia di preferenze. Le pare normale?
“Quella legge fu fatta per bloccare me e ha funzionato male”.
Allora è d’accordo, ha funzionato male e quindi c’è qualche ragione per riformarla.
“Sì, ma posso dire che ha dato stabilità? Quanti sono stati i Comuni sciolti? Esclusi quelli per mafia, ovviamente. Il tema che mi preoccupa è di cultura politica. Con la morte dei partiti, noi stiamo avvantaggiando coloro che non hanno partito. Io sono avvantaggiato da questo sistema, che denuncio. I partiti dopo essere stati distrutti, o essersi distrutti, hanno paura che possano ricrearsi e partire dal basso e dai Comuni realtà che assomigliano a ciò che loro erano un tempo. Il partito di Catania si chiama Bianco, quello di Caltanissetta Ruvolo, quello di Trapani Damiano. Ma loro all’Ars vogliono demolire tutto questo, è un regime in declino, si comportano come i camerieri che sistemavano le sedie a sdraio sul Titanic che affondava”.
Lei in passato ha denunciato una scarsa attenzione verso i corpi intermedi. Ora teorizza però un conflitto tra due di essi, i partiti, morenti, e i Comuni…
“Io denuncio che in questo modo si distruggono i corpi intermedi. Che sono necessari. Aridateci la Confindustria, aridateci le Acli… Guardate quest’assurda riforma costituzionale stabilisce che nasce il Senato delle autonomie. Solo che da noi i rappresentanti delle autonomie vengono scelti dai consigli regionali, anche i rappresentanti dei Comuni”.
Lei ritiene che le scelte di finanza pubblica che hanno messo in seria difficoltà gli enti locali siano conseguenti a questa visione?
“Si dimentica che queste scelte non penalizzano Orlando ma i palermitani. I Comuni non sono tabella H. Siamo in presenza di un’assoluta mancanza di sensibilità. Le uniche cose che si sanno fare sono le leggi finanziarie, dieci all’anno, e quelle che colpiscono i Comuni”.
L’idea di una lista dei sindaci alle prossime elezioni regionali resta in campo?
“Pensa che non ci sarà? Se non c’è, la promuovo io. Sarò il primo firmatario, da sindaco di Palermo. Avendo cura di chiedere che chi partecipa non abbia rapporti con i partiti. Io ho le carte a posto perché non ho partito da tre anni. Quand’ero sindaco nell’altra vita a ogni manifestazione del Comune di Palermo mi toccava chiamare qualche parlamentare nazionale o regionale che era rimasto male perché il posto lo aveva trovato in seconda o in terza fila. Oggi non ne vedo mai uno e sono sempre solo in prima fila. Quanti deputati sono in condizioni di stare tra la gente, dove i sindaci vanno prendendosi insulti e applausi?”.
Lei in questi giorni tra la gente prenderebbe più insulti o più applausi dopo il pasticcio della partenza della Ztl?
“Le Ztl esistono in tutta Europa. Noi abbiamo il tram, abbiamo il car sharing, il più grande nel Sud Italia, il bike sharing. Io voglio una città europea e questa è la cartina di tornasole, anche se perdo le elezioni”.
Ma in una città europea, come dice lei, avremmo assistito ai pasticci della Sispi?
“Vuole che le racconti quante situazioni analoghe ho dovuto affrontare ogni volta che ho voluto cambiare qualcosa a Palermo? E qualcosa ho cambiato. In questa vicenda si è verificata la perfetta tempesta. Questo è un cambiamento talmente forte che le stesse aziende si sono trovate impreparate. Chi continua a sostenere che si deve andare contro le limitazioni del traffico va contro l’Europa e contro il futuro dei nostri figli. In passato ho subito insulti e attacchi perché ero per il tram e guardi adesso… Sono stato attaccato perché ero per le pedonalizzazioni, e ora le vogliono tutti”.
Insomma, lei va avanti, a costo di perdere le elezioni, ha appena detto.
“Se fossero solo di consensi all’antica, le avrei già perse. Ma siccome ho il consenso, la gente mi dice vai avanti. Un politico guarda alle prossime elezioni, uno statista alle prossime generazioni, diceva De Gasperi, quando la Dc era un partito in un sistema di partiti. Mi dicono: com’è che il mio vicino di casa paga 30 euro al mese al posteggiatore abusivo e non vuole pagare 8 euro per la Ztl? Io ho preso di petto i due nuovi centri di potere affaristico-mafioso che sono l’acqua e i rifiuti. E questo a qualcuno sta stretto. Soprattutto a quegli sporchi speculatori che si sono arricchiti sulla gestione di reti idriche. Parlo delle vergogne di Agrigento, di Caltanissetta e via dicendo”.
Intanto il Comune di Palermo per alcune opere da realizzare in questi settori è stato appena commissariato per i ritardi che si erano accumulati…
“In Sicilia da sempre e sotto tutte le bandiere i Commissari sono stati sinonimo di anomalie e, spesso, di affarismo mafioso e clientelare. Potrebbe anche non interessare chi sia il commissario di turno, ma certamente è singolare che sia stata nominata colei che ha la responsabilità politica del Dipartimento regionale da cui dipendono i ritardi”.
Se il Tar dice no alla Ztl, i soldi del tram dove si prendono?
“Questo è un approccio sbagliato. Io mi auguro che nessuno faccia il pass. Si faranno l’abbonamento al tram e all’autobus e compenseremo. Li troviamo 5, 6, 7 milioni di euro per l’Amat. Non è questo il problema”.

