Le dieci promesse di Iachini: | "Noi più forti, faremo bene in coppa"

Le dieci promesse di Iachini: | “Noi più forti, faremo bene in coppa”

Il tecnico rosanero, alla vigilia dell'inizio della sua terza stagione sulla panchina del Palermo, ha voluto sottolineare i dieci punti fondamentali, tra il mercato che dovrà essere chiuso e gli obiettivi della nuova annata, a partire dall'esordio in Tim Cup.

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PALERMO – Mancano due giorni al via di una nuova stagione in casa Palermo, la terza consecutiva con Beppe Iachini in panchina (anche se nel 2013/2014 a inaugurare ci pensò Rino Gattuso), e scattano subito le aspettative e le speranze dei tifosi rosanero. Speranze che il tecnico marchigiano conosce bene, essendo stato spesso a contatto con il pubblico palermitano, e che lo stesso Iachini ha messo per iscritto sotto forma di ‘promesse’, affidate all’edizione odierna del ‘Corriere dello Sport’. Promesse che riguardano ogni aspetto della formazione rosanero, dal mercato agli obiettivi stagionali, a partire dal match di coppa Italia contro l’Avellino, in programma la sera di Ferragosto alle ore 21. Eccole, una per una, queste promesse.

1 – Condizione – «Siamo al 70% , pronti per puntare su rapidità e velocità per arrivare all’inizio del campionato con una forma vicina al top. Voglio una squadra simpatica, allegra che si batta senza paura; giovani con entusiasmo e desiderio di mettersi in mostra; mentalità vincente in casa e fuori».

2. Coppa Italia – «Non possiamo perdere di vista i prossimi impegni. La Coppa Italia rientra nei nostri obiettivi. E il Palermo tre volte finalista sfortunato, ha un conto in sospeso con questa manifestazione. Vogliamo regalare gioie ai nostri tifosi».

3. Attaccante – «Aspettiamo un Bomber? Ci sta pensando Zamparini, quindi siamo tranquilli. Il presidente mi ha chiesto: Se compro un attaccante chi resta fuori? Intanto portiamolo a casa e poi si trova la formula adatta per reggere un modulo più offensivo anche se non facile perché Vazquez è una punta e per questo è stato convocato da Conte. Intanto andiamo avanti con Quaison e Trajkovski. Belotti? Già fatichiamo a trovare un attaccante, se va via lui ne dobbiamo trovare due. (ride, ndr)».

4. Difesa – «Nella passata stagione abbiamo sofferto nell’uno contro l’uno. Cercavamo un difensore mancino, forte di testa, reattivo. E’ arrivato El Kaoutari. Dispiace che abbia sofferto un problema familiare, spero risolto. Ha saltato qualche allenamento. Vedremo di recuperare».

5. Squadra più forte – «Noi più forti anche senza Dybala. E’ un Palermo verde e di qualità e questo è un dato di fatto. Avremo bisogno di più tempo per essere un Palermo migliore di prima, ma in prospettiva lo siamo».

6. Obiettivo – «Traguardo minimo un punto in più dell’anno scorso, parlare di Europa potrebbe sembrare poco umile, ma noi cerchiamo comunque di fare sempre il massimo».

7. Quaison – «Può essere nostro jolly vincente in qualsiasi momento. E’ un giocatore costruito nel nostro laboratorio e ne prendiamo i meriti. Gli abbiamo cucito addosso un vestito adatto a lui, gli stiamo insegnando ad essere efficace sotto porta. Abbiamo gettato le basi affinché “teenager” come lui e Chochev diventino protagonisti».

8. Nuovi – «La qualità è fuori discussione. Ho notato disponibilità e impegno, aspetti che mi sono piaciuti. Cerchiamo di affrettare i tempi. Ero curioso di vederli all’opera, sono soddisfatto. Del resto li abbiamo presi perché ci crediamo».

9. Progetto – «Il nostro progetto è inserire anno per anno i giovani accanto a certezze come Rigoni, Vitiello, Sorrentino, Gonzalez e Vazquez. Spendere poco e spedirli in orbita. Zamparini mi dice “tanto ci pensi tu”. E’ la politica giusta: ne prendi tanti e bravi, qualcuno ne verrà fuori. La retrocessione aveva creato allarmi. La valorizzazione di Dybala, di Vazquez e degli altri ha portato una nuova aria».

10. I top – «Sorrentino e Vazquez. Il capitano ed il fantasista che sta crescendo sotto il profilo della personalità, giocatori leader per appartenenza ed esperienza. Ma capitani nel Palermo ce ne sono tanti. Vazquez con tanti milioni ce lo portavano via. Stoppato. Non potevamo vendere due giocatori dello stesso reparto».


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