PALERMO – “Non vogliamo fiori, i veri fiori erano mia moglie e i miei figli”. Giuseppe Giordano riesce a stare in piedi a malapena e, sorretto da due amici, percorre in lacrime il viale del Policlinico che conduce alla camera mortuaria. “Non riesco a stare seduto, non ce la faccio più”: è un uomo disperato, dietro agli occhiali da sole le lacrime non possono fermarsi, perché nella tragedia di stanotte a Casteldaccia, la furia dell’acqua ha spazzato via quasi tutta la sua famiglia.
L’esondazione del fiume Milicia non ha lasciato scampo alla moglie, Stefania Catanzaro, che aveva 32 anni, alla loro bambina Rachele, che aveva compiuto un anno ad ottobre e al figlio quindicenne Federico. A perdere la vita anche i suoi genitori, Antonino Giordano, 65 anni e la moglie Matilde Comito 57, il fratello Marco di 32 anni e la sorella Monia di 40, quest’ultima era la mamma del piccolo Francesco Rughoo, che aveva soltanto tre anni. L’acqua ha improvvisamente invaso l’abitazione in cui la famiglia si era ritrovata nei giorni del ponte di Ognissanti e, fino alla mezzanotte, nulla avrebbe lasciato presagire che sarebbe accaduto il peggio.
“Fino a ieri eravamo tutti insieme – dice ancora con la paura negli occhi Giuseppe Giordano – e ora per vedere mia moglie e miei figli dovrò andare al cimitero. Rivoglio la mia famiglia indietro, voglio riabbracciarli”. Mentre pronuncia queste parole, a stringerlo è Luca Rughoo, suo cognato, che ha perso la moglie, la madre Nunzia Flamia e il figlio. Entrambi scoppiano in lacrime: “Come faremo?” – Dicono – come potremo andare avanti così?”. Poi racconta quei momenti strazianti, gli stessi in cui è riuscito a mettersi in salvo mentre chiedeva disperatamente aiuto: “Sono rimasto aggrappato ad un albero e gridavo per chiedere aiuto per i miei familiari. Ma ho perso tutto. Eravamo in affitto, se c’era questo pericolo, come molti ora dicono perché non siamo stati avvertiti? La mia vita è finita”.
Attorno a loro ci sono parenti, amici, semplici conoscenti, anche i clienti che conoscono Giordano per la sua rivendita di moto in via Costantino Lascaris a Palermo. Tutti cercano di dare forza, coraggio, ma la disperazione e l’incredulità, a pochi passi dall’obitorio in cui si trovano le nove salme, sono più forti. Al Policlinico, poco prima delle 14 è arrivato anche il premier Giuseppe Conte. Stamattina il presidente del Consiglio ha effettuato un sopralluogo in elicottero sul luogo della tragedia, poi si è recato alla camera mortuaria, insieme al capo della Protezione Civile Angelo Borrelli. Infine, l’incontro in prefettura per presiedere il vertice operativo sull’emergenza.
> Parenti e amici stretti attorno ai sopravvissuti FOTO
> Le foto dal luogo della tragedia

