Le tensioni al petrolchimico di Gela | Il sindaco: "Sull'orlo del baratro sociale"

Le tensioni al petrolchimico di Gela | Il sindaco: “Sull’orlo del baratro sociale”

"Dall'Eni un inspiegabile cambio di direzione".

GELA (CALTANISSETTA) – “Siamo sull’orlo del baratro sociale che l’incertezza sul futuro dei tanti lavoratori sta acuendo momento dopo momento”. Lo dice Angelo Fasulo, sindaco di Gela che ha appena concluso un incontro con la sua giunta a Palazzo di Città, dichiarando “inaccettabili” le dichiarazioni dell’Ad ENI Claudio Descalzi. “L’Eni smentisce clamorosamente il Piano Industriale sottoscritto lo scorso anno e contraddice tutti gli accordi sottoscritti in tutte le sedi istituzionali. Siamo costretti ad assistere ad un univoco quanto inspiegabile cambio di direzione – aggiunge il primo cittadino – dopo aver creduto in un percorso condiviso che rendesse lo stabilimento sempre più, sicuro, moderno e rispettoso dell’ambiente. Per raggiungere questo obiettivo l’intera città è sempre stata pronta a pagare anche prezzi elevatissimi”.

Fasulo chiarisce che “la nostra posizione non vuol essere solo una richiesta di aiuto, quanto piuttosto la necessità di dimostrare coi fatti che le Istituzioni e i territori sono, ancora oggi in grado di elaborare una nuova politica industriale, capace di guardare non solo alle esigenze di mercato ma anche alla dignità del singolo lavoratore”. Per queste ragioni la giunta Fasulo ha chiesto al consiglio comunale una convocazione straordinaria presso la Raffineria “che coinvolga i lavoratori, le rappresentanze sindacali, i sindaci dei comuni viciniori e tutte le forze sociali, in modo da lanciare un forte messaggio che, siamo certi, verrà condiviso dalla politica regionale e nazionale”.

Intanto oggi alle ore 17 presso la saletta sindacale si svolgerà un attivo delle confederazioni insieme ai metalmeccani, edili, chimici e trasporti, tutti settori vitali ed oggi bloccati. La protesta si è intensificata stanotte dopo che la decisione dell’Eni di non investire i 700 milioni di euro è stata ribadita ieri in un vertice a Roma.

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