PALERMO – La Leopolda sicula lascia strascichi interni su Sicilia futura. Al deputato all’Ars Totò Lentini non sono andate giù alcune dichiarazione del presidente e fondatore del movimento politico Totò Cardinale. Il quale, afferma Lentini, “rivolgendosi a Davide Faraone, definisce ‘inopportuno’ lanciare il tema per la candidatura di un esponente di area renziana”. Una dichiarazione “Ambigua e non condivisibile” secondo Lentini, che accusa Cardinale di portare avanti “la politica dei due forni. Va a pranzo con Faraone insieme ai suoi amici e la sera si siede a cena con Crocetta”.
Un modus operandi che, aggiunge Lentini, “orientata a garantirsi un galleggiamento politico qualunque sia la soluzione finale”. Posizione che, secondo il deputato di Sicilia futura, si pone in contrasto con “l’impegno di Faraone in Sicilia” volto a un “cambiamento radicale che prenda le distanze da tutti quei politici che in questi anni, pur di restare a galla, hanno cavalcato tutti i tipi di onde”.
Per il deputato, Cardinale dovrebbe, invece, provvedere “a far comprendere cosa intende fare con Sicilia futura, dal momento che non è ancora chiaro quale sia il programma e la linea politica di un movimento che io stesso ho contribuito a fondare ma che sembra brancolare nel buio”. Le dichiarazioni di Cardinale, secondo Lentini, sarebbero in contraddizione con il pensiero politico di Faraone, il cui obiettivo “è quello di portare avanti un candidato che sia il risultato di un disegno politico nazionale ed europeo, coinvolgendo tutta l’area renziana”.
Difende il pensiero di Cardinale il segretario del movimento politico Nicola D’Agostino. Secondo cui non c’è “nessun problema interno a Sicilia Futura, perché le dichiarazioni di Lentini non significano granché”. Il movimento di Cardinale “è ben più che vicino al Pd, non credo ci sia ancora bisogno di ripeterlo. Le testimonianze di totale condivisione del nostro progetto da parte di leader come Lotti, Guerini, Faraone lo testimoniano”, sottolinea D’Agostino.
Per il segretario di Sicilia futura “diverso è invece avere autonomia di pensiero che manca ad altri. Ribadiamo dunque che occorre essere di questi tempi molto prudenti nel rilasciare dichiarazioni e non lasciare intendere, neppure per sbaglio, che ci possa essere uno scollamento tra coalizione e governo regionale nel momento in cui si è partecipi della medesima attività politica. Solo questo voleva intendere il presidente Cardinale, e invero gli ottimi rapporti con il Pd, e la sua area renziana, nessun dubbio lasciano sulla nostra voglia di contribuire ad un grande cambiamento della Sicilia. Dunque – conclude D’Agostino – è sciocco dire che non si possa pranzare con Lotti e cenare con Crocetta. Soprattutto se chi lo dice non partecipa né al pranzo e neppure alla cena”.

