AGRIGENTO – Sempre più esposti, sistematicamente nel “mirino”. Sono gli amministratori locali e il sindaco di Naro, Maria Grazia Brandara, ha scritto – a nome anche dei suoi colleghi – al ministro dell’Interno chiedendo di “disinnescarne il potenziale conseguente pericolo”. Anche nell’Agrigentino gli atti intimidatori sempre più frequenti, così come le dimostrazioni di odio sui social network, mentre le ‘macchine’ comunali sono bloccate da carenza di risorse economiche e normative troppo stringenti.
“Le manifestiamo – scrivono i sindaci al ministro – la nostra più viva preoccupazione per la frequenza che si fa sempre più assidua con la quale si è costretti a registrare vili attacchi che hanno come obiettivo i sindaci, ovvero donne e uomini dello Stato impegnati tra le 12 e 15 ore al giorno nel tentativo di sciogliere i complicati nodi che avviluppano un po’ tutte le realtà del Paese ed in modo particolare quelle del Sud”.
L’ultimo caso in ordine di tempo è la lettera di minacce e insulti ricevuta dal sindaco di Canicattì. “Sembrerebbe trattarsi di un fenomeno tendente a cronicizzarsi, nella indifferenza generale, quando non addirittura nella complice approvazione di taluni cittadini, indotti a ritenere responsabili i sindaci di tutti mali della loro comunità, – prosegue la lettera inviata al ministro – . Questa diffusa condizione, a nostro avviso – continua la lettera – insieme all’inasprirsi della crisi economica e sociale che sta esasperando le nostre comunità, è alla base del malcontento sociale e che, nella parte malata dei cittadini, complice l’anonimato, sfocia in azioni di odio o di istigazione ad esso attraverso i social, impone a parere di chi scrive un’attenta e urgente riflessione affinché si assumano le contromisure idonee ad evitare che questa minoranza malata della società possa prendere il sopravvento sulla maggioranza laboriosa ed onesta ma non per questo insofferente delle stesse difficoltà”.

