Lidl, i lavoratori incrociano le braccia: sciopero anche in Sicilia

Lidl, i lavoratori incrociano le braccia: sciopero e sit-in anche in Sicilia

Scenderanno in strada nella giornata di domani, chiedono trattamenti economici migliori
LA VERTENZA
di
2 min di lettura

PALERMO – Fumata nera dalle trattative tra Lidl e sindacati sul rinnovo del contratto integrativo aziendale. A fronte di fatturato miliardari, l’azienda continua a negare un miglior trattamento ai dipendenti.

Domani, venerdì 18 luglio, i sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil sciopereranno in tutta Italia e anche nell’Isola, dove saranno coinvolti circa 1.500 lavoratori di tutte le filiali compreso il centro di distribuzione di Misterbianco.

Dove sono previsti i sit-in

Saranno previsti sit-in a Palermo per tutta la mattinata nel punto vendita Lidl di viale Regione angolo via Perpignano, a Catania in corso Indipendenza, a Messina e a Milazzo, mentre Caltanissetta, Agrigento ed Enna si ritroveranno al punto vendita di via Due Fontane a Caltanissetta.

La trattativa per il rinnovo del contratto integrativo, aperta da oltre un anno e mezzo, si è svolta nel contesto di una crescita aziendale significativa. Lidl Italia, infatti, ha registrato oltre 1,3 miliardi di euro di utili negli ultimi cinque anni e le richieste sindacali hanno puntato, oltre ad un urgente miglioramento nella gestione dei turni e dei carichi di lavoro, ad una redistribuzione più equa della ricchezza che l’azienda Lidl continua a negare.

“Lidl continua a non ascoltare i dipendenti”

“Lo sciopero nazionale dello scorso 24 maggio – dichiarano i segretari generali di Filcams Cgil Sicilia, Elisa Camellini, di Fisascat Cisl Sicilia, Stefano Spitalieri e di Uiltucs Uil Sicilia, Ida Saja – è stato un segnale molto forte attraverso il quale le lavoratrici e i lavoratori hanno dimostrato il forte dissenso rispetto all’atteggiamento aziendale nell’ambito della trattativa in corso ma, nonostante ciò, la Lidl continua a non ascoltare le legittime rivendicazioni dei propri dipendenti che, come è noto a chiunque entri in uno dei supermercati, sono la forza motrice ed instancabile dell’azienda”.

A fronte di chiare e precise richieste poste al tavolo dalle organizzazioni sindacali, prevalentemente incentrate sul piano economico in considerazione degli importanti utili registrati dalla Lidl in Italia, non sono state accolte le richieste di riconoscimento di buoni pasto o, in alternativa, di aumenti in busta paga in cifra fissa, ovvero richieste specifiche rigettate dall’azienda.

“A fronte di uno scenario aziendale più che solido – proseguono Camellini, Spitalieri e Saja  – quotidianamente garantito dal sacrificio delle lavoratrici e lavoratori all’interno di ogni filiale, riteniamo del tutto irricevibile l’atteggiamento aziendale e le relative proposte giunte a seguito della prima mobilitazione, ovvero una proposta integrazione di sole 60 euro annue per buoni spesa, a Natale e Pasqua, ed un importo una tantum pari a 100 euro per i prossimi 3 anni”.

Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI