L'inceneritore nella Valle del Mela | Crocetta dice "no" all'impianto

L’inceneritore nella Valle del Mela | Crocetta dice “no” all’impianto

Il governatore (nelle foto): "Se passa questo progetto salta l'intesa con Roma".

Emergenza rifiuti
di
2 min di lettura

MESSINA – “Non voglio mega inceneritori da 550 mila tonnellate che creano danni in aree urbane, questo progetto è contro la nostra idea per lo smaltimento dei rifiuti”. Lo ha detto stamani a Messina nell’ex sede della Provincia il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta durante l’insediamento del sindaco della città metropolitana Renato Accorinti parlando della realizzazione di un inceneritore a San Filippo del Mela. “Se passa questo progetto da parte dello Stato – ha proseguito Crocetta – perché noi dovremmo fare altri cinque piccoli termovalorizzatori? A quel punto salta l’intesa con il governo su questo tema. Il mio modello prevede impianti come ci sono in altri paesi avanzati ad emissioni zero e con dei filtraggi che permettono di abbattere i fumi”.

“Voglio impianti piccoli e moderni moderni – ha osservato – senza impatto ambientale che devono servire anche a bonificare le discariche e non voglio impianti di 550 mila tonnellate. Noi dobbiamo affrontare la questione dei rifiuti nel rispetto dell’ambiente e in questo senso sto predisponendo un invito all’Arpa per controllare anche la discarica di Motta S.Anastasia per capire se ci sono emissioni che danneggiano la salute dei cittadini. E se è così o si è in condizioni di abbattere quelle emissioni o va chiusa”.

“Oggi è una bella giornata per Messina e tutti i comuni dell’ex Provincia”, ha poi aggiunto Crocetta. “Quando tre anni fa avevo detto che si dovevano abolire le Province tutti mi sono saltati addosso credendo e visto che l’avevo annunciato a Domenica in l’hanno addirittura chiamata la riforma Giletti e hanno tentato di bloccarla in ogni modo. Io pensavo invece che questo fosse un modello nuovo per dare la governance ai sindaci, abolendo strutture burocratiche che si sovrapponevano in parte alla Regione e in parte ai comuni”.

“Un modo per esercitare collettivamente da parte dei sindaci, che sono i rappresentanti istituzionali più vicini ai cittadini, – ha osservato – la politica di coordinamento degli interessi delle città in campo turistico, ambientale, culturale delle infrastrutture, della scuola, della viabilità. Non dimentichiamo che le ex Province erano diventati enti creatori di debiti infiniti con strade colabrodo e l’unica cosa che facevano era dare contributi a qualche paese per qualche sagra”.

Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI