Inchiesta di Acireale: tutti i nomi | Indagato pure ex assessore Sardo - Live Sicilia

Inchiesta di Acireale: tutti i nomi | Indagato pure ex assessore Sardo

Intercettazioni e collegamenti dello scandalo.

Gli sviluppi
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CATANIA. Potrebbe rappresentare solo la punta dell’iceberg l’inchiesta su appalti pilotati, mazzette e pressioni indebite per ottenere voti, che stamani ha scosso dalle fondamenta i comuni di Acireale e Malvagna (ME). Sono 17 in tutto gli indagati, 8 dei quali raggiunti da misura cautelare, che dovranno rispondere a vario titolo di induzione indebita a dare o promettere utilità, corruzione, falso in atto pubblico e turbativa d’asta. Al centro dell’attività investigativa, coordinata dal procuratore aggiunto di Catania Sebastiano Ardita e dal sostituto Fabio Regolo, la gestione della cosa pubblica e quella che il gip Giovanni Cariolo nella sua ordinanza non esita a definire “una sconcertante e reiterata strumentalizzazione, a vari fini personali, economici e di altro genere, dei poteri connessi all’esercizio di pubbliche funzioni”.

Tra gli indagati per i quali la Procura aveva chiesto l’arresto, rigettato dal giudice per l’assenza di pericolo di reiterazione del reato e di inquinamento probatorio, c’è anche Giuseppe Sardo, l’ex assessore allo Sport e alle Politiche giovanili del comune di Acireale. Giuseppe Sardo, alle elezioni amministrative del 2014, si è candidato nella lista civica “Cambiamo Acireale”, una lista di giovani a supporto di Roberto Barbagallo. Le sue dimissioni lunedì scorso, una staffetta già programmata in base ad un accordo elettorale, hanno preceduto di pochissimi giorni la bufera. E’ accusato di concorso in turbativa d’asta per aver individuato ancora prima di procedere con la gara, in concorso con Anna Maria Sapienza, funzionaria del Coni, e Giovanni Barbagallo, capo area del comune di Acireale, la figura professionale che si sarebbe aggiudicata il ruolo di progettista per gli interventi di riqualificazione della pista d’atletica dell’impianto sportivo Tupparello. Nello specifico sarebbe stata simulata una gara informale a cui avrebbero preso parte, oltre alla Sapienza, l’ingegnere Ferdinando Maria Garilli, finito agli arresti domiciliari, e la moglie di quest’ultimo Eva Finocchiaro, anch’essa indagata. Ad ottenere quell’incarico, come concordato, era stato alla fine Garilli.

Coinvolti nell’indagine anche i fratelli Salvatore e Sebastiano Principato, indotti secondo l’accusa dal primo cittadino acese Roberto Barbagallo e dall’agente di polizia municipale Nicolò Urso, a promettere voti per l’on. Nicola D’Agostino, candidato alle regionali. I due venditori ambulanti, trovati senza revisione al camion nel corso di un controllo mirato, avrebbero ottenuto in cambio del sostegno elettorale una soluzione bonaria della vicenda, riuscendo ad evitare la prevista sanzione.

Dovrà rispondere di falso in atto pubblico un altro fedelissimo dell’on. Nicola D’Agostino, il geologo Alessio D’Urso. Secondo la Procura etnea, Giovanni Barbagallo, capo area tecnica del comune acese, e Salvatore Di Stefano, rup delle opere di messa in sicurezza dei torrenti Lavinaio – Platani e Peschiera e di consolidamento di un costone interessato da movimento franoso, avrebbero attestato falsamente di aver compiuto indagini di mercato prima dell’affidamento degli incarichi di progettazione e delle indagini geognostiche-geofisiche e geologiche.

Beneficiario ed istigatore della condotta, per l’accusa, sarebbe stato proprio Alessio D’Urso, non solo destinatario di uno degli incarichi ma coinvolto in prima persona nell’affidamento degli altri incarichi. D’Urso, in virtù dei rapporti strettissimi con il sindaco Barbagallo e con il deputato D’Agostino, gli avrebbe di fatto consentito ampia manovra all’interno degli uffici comunali acesi e di fornire indicazioni anche sugli atti amministrativi da adottare.

Durante una conversazione D’urso dice a Di Stefano: “Il sindaco…mi faceva giustamente notare…che dovendo voi…e…mandare… dare l’incarico…per la progettazione o per al direzione lavori…diceva Alessio secondo me…conviene più…che si dà l’incarico…per la direzione lavori…perché poi l’ufficio avissi a nesciri…avissi a ghiri…avissi a fari…non si può fare…piuttosto che la progettazione….quindi la progettazione se la fa l’ufficio…e la direzione lavori invece si dà esternamente…più o meno le cifre…che abbiamo detto”.

E Di Stefano rispondeva: “Ma perché ti ricordo…scusami…ti ricordo che io ho dichiarato…che non avevamo le professionalità al suo interno…quindi ora comu putemu diri…comu dici…ca ora a facemu fari ad uno interno…Alessio…i capiddi bianchi haiu”.

Infine risultano indagati due funzionari comunali di Malvagna: Giuseppe Angelo Puglisi, capo area tecnica, e Antonino Sposito, dipendente dell’ufficio tecnico. Per loro la Procura di Catania ha chiesto l’interdizione dai pubblici uffici. Sarà il tribunale di Messina, competente per territorio, a decidere sulla richiesta. Sono accusati di turbativa d’asta e di induzione indebita a dare o promettere utilità, in concorso con il funzionario del Coni Anna Maria Sapienza. Avrebbero pilotato la gara di affidamento dell’incarico di progettista e assistente al Rup dei lavori di riqualificazione del campo di calcio di Malvagna. Dovranno rispondere di turbativa d’asta anche gli ingegneri Ferdinando Maria Garilli, Susanna Maria Farruggio e Orazio Di Gregorio.


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