In altre parti del mondo un sito UNESCO potrebbe essere fruito ( rispettando tutti i criteri di sicurezza ) per l’unicità dell’evento. A Catania no … bisogna negare.

In altre parti del mondo un sito UNESCO potrebbe essere fruito ( rispettando tutti i criteri di sicurezza ) per l’unicità dell’evento. A Catania no … bisogna negare.
Bravo FERRANDELLI contonua a osannare lagalla che cosi ti darà un altro posto in giunta .
Non volete ancora capire che il Policlinico di Palermo dovete chiuderlo . Non funziona nulla.
Meno eroi, più orologi a cucù.
Siamo abituati agli schiaffi salutari che la chiesa cattolica propone ai politici locali al governo, politici che per altro da sempre millantano appartenenze cattoliche, meno frequenti e forse altrettanto salutari sono le domande che la chiesa dovrebbe farsi sulla propria di presenza, sia in termini di servizi che un tempo erano capillari, mi riferisco a salesiani e vincenziani per esempio, sia ad un certo modo di vivere le fede in luoghi dove alla sobrietà che ti aspetti da una presunta povertà si oppone una ostentazione di ricchezza arrogante e pacchiana che non si capisce cosa abbia a che fare con il messaggio di Cristo. Per farla breve oltre ai servizi pubblici ormai totalmente assenti o rassegnati si associa una chiesa, che da quanto visto in questi giorni sembra affollare più i quartieri bene che le periferie e che in luoghi come lo zen e brancaccio sembra più un oggetto da vandalizzare come una qualsiasi panchina, tranne quando serve ad un video di matrimoni, battesimi etc. Ci dica la Curia cosa ha in campo allora, oltre alle critiche sacrosante ma anche facili, ai politici e alla classe dirigente locale che in gran parte si dice appunto cattolica
Caro Roberto, ho sempre creduto nella “forza della maternità, ho sempre creduto nella “forza delle madri” . Le madri, quelle vere, le abbiamo conosciute nelle storie putride di mafia ed hanno rappresentato e rappresentano il profumo della speranza. Le abbiamo conosciute le “madri coraggio” che hanno avuto la forza di sfidare apertamente i mafiosi, rinnegandoli e accusandoli. Nesssuna madre venga a piangere i propri figli se esse per prime sono state complici di questi animali carnefici. Nessuna madre pianga i propri figli se esse stesse hanno goduto per prime del “beneficio” di essere mogli di “bastardi presuntuosi ed assassini”. Nessuna madre pianga i propri figli se non ha avuto la forza di proteggerli prima che accadesse l’irreparabile. Un dato è incontrovertibile: 《 il mafioso espone i propri figli e la propria famiglia a condizioni gravissime fino alla soppressione fisica》. Pertanto, credo che un grosso contributo nella lotta alla mafia , possa essere operato con una capillarizzazione di informazione e di sostenimento psico-sociale operato dallo Stato nei confronti degli adolescenti con particolare attenzione alle piccole donne, future madri. La consapevolezza della “sacralità laica ” della maternità potrebbe essere la vera chiave di apertura ad una nuova lotta ferrea alla sottocultura mafiosa. Tanto altro si potrebbe ipotizzare, ma per il momento …grazie Roberto per il tuo contributo a tenere alta l’Attenzione, grazie fratelllo Loris. Pace!