C’è qualcosa che Saro riesca a concludere senza tirare fuori un opprimente clima di manciugghia? C’è un traguardo che si possa raggiungere, ascoltando i protagonisti di storie di sofferenza, senza evocare rapporti choc, loschi maneggi, non indulgendo nello show dell’indignazione permanente che non sposta una pietra da qui a lì?
Anche sulla vicenda dei disabili l’impressione è quella di sempre, una ripetizione del Crocettismo avaguardista e dei suoi stratagemmi.
Uno parla della cura che non c’è e subito spuntano fuori opportunissimi dati che ‘dimostrano’ come tutto sia stato manomesso e alterato, prima dell’avvento di Rosario, il giustiziere. Perché Saro questo fa: niente risolve, tutto denuncia. E la colpa è degli altri, mai sua. Intanto, fuori dalla sua porta ci sono file sterminate di siciliani con la pancia vuota che il provvido governatore vorrebbe sfamare per mezzo di una ghiotta comparsata nel salottino dell”amico’ Giletti.
I disabili, dunque. Saro deve fare dimenticare l’epica malafiura, con cazziatone incorporato, durante l’assalto di Pif, nel giorno ormai famoso della rivolta delle carrozzine. Impresa disperata, però il nostro è un temerario dalle mille risorse.
Cosa inventare, allora? Subito, l’attribuzione dello sfascio all’uomo col cerino in mano, nel caso specifico l’assessore Miccichè che “ha fatto bene a dimettersi, avrebbe dovuto farlo prima”. Una pugnalata mediatica a un esponente della giunta , con cui c’era intimità di vertici e colloqui, trattato come il più estraneo dei questuanti. Un giochino dal corto respiro, oltretutto, se è vero – come ha scritto il nostro Accursio Sabella – che il governo era informato delle difficoltà del settore, prima ancora della puntata delle ‘Iene’ con successiva presa di Palazzo d’Orleans.
Appresso, lo ‘scandalo dell’assistenza data pure ai morti’. Di che si tratta? Secondo un rapporto dell’Asp di Palermo, dal presidente richiesto e a lui consegnato, ci sarebbero delle anomalie: alcune persone, inserite negli elenchi dei comuni per ricevere ristoro, sarebbero morte, i disabili gravissimi sarebbero meno delle prestazioni erogate.
Cose ovviamente da chiarire che però hanno già spostato i riflettori: dalla certezza di un decoro negato al popolo delle carrozzine all’ipotetica ‘manciugghia’ che fa apparire la disabilità come un pozzo senza fondo di sprechi e di privilegi, cancellando il resto. Cancellando, cioè, le responsabilità di una giunta e di un governatore che hanno scoperto il dramma solo sul sipario del loro mandato.
Lui, Saruzzo, si è mostrato apparentemente prudente: “In questa fase siamo molto cauti. Verificheremo le responsabilità individuali, certamente questo lavoro d’indagine che stiamo conducendo va ad esclusivo vantaggio dei disabili gravissimi”. Ma si comprende il cinismo politico del contesto che tende a un solo risultato: spostare l’attenzione, dimenticare Pif.
E far dimenticare, soprattutto, le legioni dei disgraziati, gabbati dall’avanguardismo crocettiano. Non hanno pane? Dategli Giletti.

