CATANIA – E’ stato tra i più votati di tutta la provincia etnea fornendo, così, una spinta elettorale non indifferente al suo partito, l’Udc. Luca Sammartino, nipote del giudice Alba Sammartino e del prefetto Claudio Sammartino, vuole replicare alle voci che insistenti si rincorrono alle falde dell’Etna, ripercorrendo il percorso che lo ha portato, dai tempi dell’università, a diventare il re delle preferenze dell’Udc.
Lei tiene anche a ribadire che non è uscito dal cilindro e che, semmai, fa politica da anni…
Il mio percorso è iniziato con l’associazionismo universitario tanti anni fa, quando ero tra i banchi della facoltà di Medicina e, assieme a tanti ragazzi, abbiamo fondato l’associazione Arcadia. Da allora, ci sono cinquanta rappresentanti in tutto il territorio. Gente che non fa politica per professione. Siamo professionisti che vogliono sposare l’impegno politico per migliorare le sorti del nostro territorio.
Tiriamo le somme sulle regionali?
L’Udc oggi si rafforza rispetto al dato delle ultime regionali del 2008. Siamo davvero un partito in crescita grazie anche all’impegno del senatore D’Alia e del grande amico Lino Leanza col quale abbiamo dato vita ad una gran bella esperienza di vita.
L’Udc a Catania ha vinto una battaglia importante…
Questo è un dato che deve fare riflettere rispetto agli assi e agli equilibri della politica regionale.
Sono numerosi i giovani che andranno a sedere tra gli scranni di Sala d’Ercole. Quale sarà il vostro contributo?
Il vento del cambiamento è arrivato. Tanti giovani sono entrati all’Ars ed hanno il compito di dimostrare con le nuove forze di essere affidabili e di portare la grinta di chi fa politica per passione.
Lo sa che qualcuno insinua addirittura che Lei ha comprato dei voti?
Capisco che c’è chi è ferito dalla campagna elettorale ma io mi dissocio da questo modo di fare politica. Noi facciamo politica in maniera pulita senza assistenzialismo.
Quindi, prenderà provvedimenti verso chi afferma queste cose?
Chi lo dice vuol dire che è sconcertato e sconfortato dal proprio dato regionale. Mi dispiace soltanto per chi possa pensare queste cose: non è questo il mio modo di fare politica.
In campagna elettorale il suo nome è stato tirato in ballo perché una paziente ha raccontato di avere ricevuto una telefonata dal centro Humanitas in cui era in cura, dicendo di votare per lei…
Io le dico che sono stato attaccato e sono state dette verso la mia persona cose assolutamente non vere per infangare una candidatura pulita come la mia.
Quindi non ne sapeva nulla?
Mi dissocio. L’ho già dichiarato.
Veniamo invece a quello che potrebbe essere il suo contributo alla Regione. Da cosa si riparte?
Si riparte dal riconquistare la fiducia della gente. Dallo stare tra le piazze e tra la gente che è sfiduciata verso la politica e noi dobbiamo fare di tutto per far ritornare quella fiducia.

