PALERMO – I gruppi criminali attivi a Messina erano due e sovrapponibili. Il primo aveva una matrice mafiosa ed era composto dagli ex pentiti Nicola Galletta, Pasquale Pietropaolo, Salvatore Bonaffini e Gaetano Barbera.
Il secondo era dedito al narcotraffico ed era capeggiato dai primi tre ex collaboratori di giustizia. Potevano contare su una squadra di uomini fidati, tra cui Cosimo Maceli, tuttofare di Galletta, Orazio Bellissima, in contatto con i grossisti della droga, Vincenzo Barbera, fratello di Gaetano, e Angelo Arrigo.
Si davano spesso appuntamento al ristorante “Il Sikulo” gestito da Galletti. Ad un summit di gennaio scorso partecipò anche Giuseppe Cutè, coinvolto assieme a Barbera e a Galletta, nell’estorsione ai danni del responsabile di un’associazione culturale messinese che dopo avere subito delle intimidazioni decise di lasciare l’incarico.
I guadagni principali dei clan giungevano dallo spaccio di droga di cui si sarebbero occupati Alberto e Michele Alleruzzi, Angelo Arrigo, Vincenzo Barnera, Stellario Brigandì e Giovanni Ieni (ai domiciliari). Al solo Antonino Stracuzzi, anche lui ex collaboratore di giustizia, è contestato il fatto di avere custodito una pistola.
GUARDA LE FOTO DEGLI ARRESTATI NEL BLITZ
Il personaggio chiave dell’inchiesta coordinata della Dda di Messina è l’ex pentito Nicola Galletta, killer del clan di Giostra, condannato all’ergastolo per l’omicidio di Letterio Rizzo, boss ucciso nel 1991. Mafioso dello stesso clan, Rizzo fu eliminato durante la guerra scoppiata all’interno della cosca. Galletta ha scontato anche una condanna a 18 anni per mafia, di cui una fetta al 41 bis. Nell’ultimo periodo era in detenzione domiciliare. Un premio per la sua collaborazione.
L’inchiesta della squadra mobile nasce dagli attentati subiti dai familiari di Arrigo Arrigo, avvenuti il 29 aprile 2016 e il 25 gennaio 2017. Indagando sugli agguati sono emersi i rapporti tra Galletta, Pietropaolo e Bonaffini. Tutti e tre, ultimato il percorso di collaborazione con la giustizia, erano tornati a Messina.

