PALERMO – Non ci sono nuove prove contro Marcello Dell’Utri indagato per le stragi di mafia del’92. La Procura della Repubblica di Caltanissetta, guidata da Salvatore De Luca, ha chiesto l’archiviazione per l’ex fondatore e senatore di Forza Italia.
L’avviso è stato notificato ai familiari delle vittime delle stragi di Capaci e via D’Amelio che adesso avranno 30 giorni di tempo per opporsi alla richiesta di archiviazione.
Era coinvolto anche Berlusconi
Nell’inchiesta all’inizio era indagato anche Silvio Berlusconi, ma la sua posizione è stata archiviata dopo il decesso
Il nuovo fascicolo fu Dell’Utri, condannato a sette anni per concorso esterno la situazione mafiosa, fu aperto tre anni fa. L’indagine ruotava attorno all’intervista rilasciata al 12 maggio al ’92, e mai andata in onda, da Paolo Borsellino ad alcuni giornalisti svizzeri in cui parlava dei rapporti tra il boss Vittorio Mangano, lo stalliere di Arcore, e Dell’Utri.
L’intervista prima della strage di Capaci
L’ipotesi era che l’intervista potesse essere stato un movente per l’accelerazione dell’attentato dopo che erano stati assassinati Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti di scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.
Cosa Nostra, temendo che Borsellino potesse sviluppare nuove indagini, decise di fare saltare in aria il magistrato 57 giorni dopo Capaci assieme agli agenti Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Cosina e Claudio Traina.
La prima indagine su Dell’Utri
Tra il 1998 e il 2002 la procura di Caltanissetta aveva già indagato su Dell’Utri e Berlusconi ipotizzando che fossero stati tra i ‘mandanti occulti’ delle stragi di Capaci e di via D’Amelio, ma la loro posizione venne poi archiviata su richiesta degli stessi pubblici ministeri.
Nel 2022 una nuova appendice sull’intervista rilasciata ai giornalisti francesi, Jean Pierre Moscardo e Fabrizio Calvi, e registrata a casa di Paolo Borsellino due giorni prima della strage di Capaci e poco tempo prima dell’eccidio di via D’Amelio del 19 luglio. L’intervista faceva parte di un documentario incentrato su Silvio Berlusconi commissionato da Canal Plus. Non si conoscono ancora le motivazioni della richiesta d archiviazione.

