CATANIA – Marocchini tra gli oltre mille migranti sbarcati lunedì scorso. In seguito agli accertamenti condotti dal personale dell’Ufficio Immigrazione della Questura che ha individuato tra i migranti soccorsi dalla nave della Marina Militare inglese “Bulwark”, 45 magrebini sprovvisti di passaporto o documenti equipollenti, la cui posizione ha richiesto maggiori approfondimenti.
Le “interviste”, infatti hanno fatto emergere che 43 di essi erano di nazionalità marocchina, uno era di nazionalità egiziana e l’ultimo proveniva dalla Tunisia. La contingente situazione delle persone interessate, che versavano in stato di prostrazione fisica a causa della lunga traversata in mare, hanno indotto i poliziotti alla loro temporanea ammissione in Italia, ma è stato accertato che nei loro confronti non ricorrevano i medesimi presupposti di legge che consentivano agli altri migranti di essere ospitati nelle strutture d’accoglienza: ciò in quanto i 45 uomini appartengono ad aree geografiche per le quali, in Italia, non può essere richiesto l’asilo politico, né può essere riconosciuto lo status di rifugiato, ovvero adottate misure di protezione temporanea per motivi umanitari.
Pertanto, sono state portate avanti le operazioni di identificazione, effettuate anche tramite le procedure informatiche in Banca Dati AFIS, e di segnalamento foto–dattiloscopico, al fine di verificare se gli stranieri avessero già tentato d’introdursi in territorio nazionale sotto falso nome. Al termine, gli stessi, sono stati trasferiti in altra struttura di questo Centro per i conseguenti provvedimenti amministrativi, sempre a cura del personale dell’Ufficio Immigrazione.
Ai 43 cittadini marocchini sono stati notificati altrettanti decreti di respingimento con successivo ordine del Questore della Provincia di Catania a lasciare il territorio nazionale entro 7 giorni (allo scadere dei quali, qualora gli stranieri dovessero venire rintracciati nuovamente nel nostro paese, verrebbero denunciati e immediatamente espulsi); al cittadino egiziano e a quello tunisino sono stati notificati i respingimenti sopracitati, aggravati dall’immediato accompagnamento e trattenimento presso il Centro di Identificazione ed Espulsione (CIE) di Caltanissetta, dove si provvederà al loro immediato rimpatrio.

