PALERMO – C’è un tesoretto di 264 milioni di euro dopo l’approvazione dei rendiconti 2020-2022. Ma questo importo può lievitare fino a circa 400 milioni di euro, anche se la cifra auspicata è di 500 milioni di euro. Ecco come, nella road map dell’Ars.
Ars, dal tesoretto alla manovrina
L’approvazione dei rendiconti 2020, 2021 e 2022 libera un tesoretto di 264 milioni di euro. Considerando che c’è il 2023 in corso di parifica, con l’esito a breve, “a settembre potremmo avere – spiega a LiveSicilia Dario Daidone, presidente della commissione Bilancio – grazie anche al differenziale delle tasse, disponibilità di 400/500 milioni di euro”.
Oggi all’Ars si esamina il ddl stralcio IV, l’ultimo inserito nel calendario prima della pausa estiva, visto che fino all’11 agosto l’Ars si riunirà per attività ispettiva. Precedenza a disabili gravissimi, Asacom e trasporti, in modo da stemperare polemiche e attacchi dell’opposizione, ma soprattutto, per fornire i servizi essenziali ed evitare di arrivare a settembre senza alcuna legge approvata.
Entro la prima decade di agosto, la manovrina dovrebbe essere approvata in giunta. Poi le ferie.
Le tappe di settembre
“Intorno al 9 settembre – spiega Daidone – gli incartamenti dovrebbero arrivare in commissione Bilancio. Cominceremo a valutare – continua il presidente della commissione – ciò che è arrivato, con le ipotesi dei partiti, anche di opposizione”.
Elemento chiave: nel testo non tutte le somme saranno impegnate. Si cerca anche di trovare la formula migliore per i fondi da destinare ai ‘territori’, ovvero ai feudi dei deputati regionali, di maggioranza e opposizione, creando un bilanciamento con gli enti che non saranno tra i beneficiari.
Gli stanziamenti non dovrebbero riguardare le associazioni private, scotta ancora l’arresto del deputato Michele Mancuso di Forza Italia, accusato di aver ricevuto 12 mila euro in cambio del finanziamento, per legge, di alcune iniziative musicali.
Fondi ai Comuni, quindi, potrebbe valere la formula dei “progetti cantierabili”, ma è ancora presto per dirlo.
Le priorità
“Sostegno allo sviluppo, problematiche legate all’acqua e all’emergenza idrica in alcuni territori, gli impegni con l’Anci per rimpinguare il fondo ordinario”, queste le direttrici, come conferma Daidone, ma la concertazione con gli alleati potrebbe definire anche altre priorità.
Si arriverà a settembre e la maggioranza si ritroverà, in Aula, con le incognite sui franchi tiratori, se non ci saranno riassestamenti prima. L’obiettivo è approvare la manovrina entro la prima decade di ottobre.
Il timing diventa fondamentale, perché da settembre entrerà nel vivo la campagna elettorale e ci sono molti nervi scoperti nell’ecosistema regionale.
“Dobbiamo essere veloci”, conclude Daidone.
La partita politica e ‘i conti in ordine’
Relazionando sul Defr, l’assessore al Bilancio Alessandro Dagnino ha ribadito che “la vera prova comincia adesso, quando il vento straordinario si indebolisce e conta di più il timone della politica economica”.
Il governo ha scelto “un modello di sviluppo”, ha sottolineato l’assessore, che punta sui “conti in ordine che non sono il punto d’arrivo, ma la condizione per colmare il divario”, ma anche su “orientare la spesa pubblica allo sviluppo”, “concentrarsi sui giovani, talenti, imprese e nuovi residenti” e, infine, “trasformare un costo geografico in un vantaggio economico e strategico”.
Di qui l’impegno, per la maggioranza: “L’avanzo non è un tesoretto da distribuire: è una leva da far rendere – ha ribadito Dagnino -. Super ZES, la fiscalità per lo sviluppo, il sostegno al credito, la capacità di accompagnare gli investimenti e il collegamento fra incentivi e nuova occupazione”.
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La sfida sarà il passaggio dalle parole ai fatti.
Schifani: “L’Ars ha liberato oltre un miliardo di euro per aiuti alla Sicilia”
“Nel corso della seduta di ieri l’Assemblea Regionale Siciliana ha approvato anche i rendiconti generali e consolidati relativi agli anni 2020, 2021 e 2022. Non sono tecnicismi vengono liberati 260 milioni quest’anno e 800 milioni di euro nei prossimi quattro anni che aiuteranno la crescita della Sicilia permettendo sviluppo, assunzioni e più sicurezze per i siciliani”. Lo afferma, su Facebook, il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani




