“Perché Orlando attaccò Falcone? | Con lui, Ciancimino imperava” - Live Sicilia

“Perché Orlando attaccò Falcone? | Con lui, Ciancimino imperava”

L’ex ministro della Giustizia: “Gli eredi del giudice? Non sono Ingroia e Di Matteo”.

Claudio Martelli
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PALERMO – “Perché Orlando attaccò Falcone?”. La domanda giunge alla fine di un dibattito svolto a Palermo. È il cognato del magistrato e marito di Anna Falcone, Alberto Cambiano, a lanciare l’interrogativo dalla platea verso il palco. A raccoglierlo, l’ex ministro della Giustizia Claudio Martelli. “La spiegazione – dice Martelli – sta scritta nei verbali dell’interrogatorio al quale Falcone fu sottoposto al Csm”. Un interrogatorio nato proprio dalla famosa frase e dal successivo esposto firmato anche da Orlando, secondo cui il magistrato “teneva nei cassetti” le carte sulle indagini relative ai mandanti dell’omicidio di Salvo Lima e di altri assassinii eccellenti di quegli anni.

“E’ lo stesso Falcone – spiega Martelli – a dare una spiegazione a quella insinuazione atroce rivolta verso il giudice che debellò la cupola mafiosa”. Secondo Martelli, Falcone non aveva una gran voglia di affrontare quell’argomento durante l’audizione al Csm, poi, dopo l’insistenza dei componenti, “lo dice chiaro e tondo: ‘Forse il sindaco di Palermo non ha sopportato che io indagassi su grandi appalti che riguardano l’illuminazione e le fognature di una grande città, perché ci sono appalti e appalti: i piccoli e quelli miliardari. E io indagando su quelli miliardari, nel caso di Paermo ho scoperto che con Orlando sindaco, Ciancimino era tornato a imperare”. Martelli ricorda poi il contesto nel quale collocare quegli eventi: “Eravamo nel 1991, e si voleva considerare Ciancimino fuori dai giochi, ma non era così. Questa era la cosa che fece impazzire di rabbia Orlando. L’accusa rivolta a Falcone sarebbe una ritorsione polemica”.

Secondo Martelli, “la pubblicazione dei verbali del Csm è stato il modo migliore di tener viva l’eredità morale di Giovanni Falcone”, il giudice “più apprezzato nel mondo e più contestato in Italia”. Martelli, come detto, è intervenuto a Palermo a un incontro organizzato dall’associazione “Idea e Azione” e moderato dal giornalista Felice Cavallaro, al quale è intervenuto anche Alfonso Giordano, che fu presidente del maxiprocesso a Cosa nostra. La verità raccontata in quelle carte è, secondo Martelli, quella di “un giudice tanto avversato in vita da quelle stesse persone, tra cui molti suoi colleghi, che dopo morto lo hanno raffigurato come un’immaginetta. Hanno descritto il Falcone ‘buono’. Lo era. Ma era soprattutto un uomo di grande pazienza, competenza e straordinaria probità morale che gli faceva rifiutare gli aiuti impropri alle indagini offerti da pentiti disposti a dire quello che lui si aspettava per ottenere in cambio qualche beneficio”. E veniva attaccato, ha aggiunto Martelli, quando questo non corrispondeva alla convinzione politica di qualcuno.

Altre critiche Martelli ha rivolto a chi, richiamandosi all’eredità di Falcone, ha promosso il processo sulla “trattativa” che non ci fu. Ci fu invece una revoca di 41 bis (carcere duro) per mandare un segnale e far cessare le stragi. “E fu un errore – ha concluso – perché chi pecora si fa, il lupo se lo mangia. Ma fu una scelta politica non un tavolo di trattativa. Riina l’interpretò come un cedimento e per dare un altro colpetto esportò le stragi in continente”. E sui magistrati-simbolo del processo sulla Trattativa, Martelli è tranciante: “Gli eredi di Falcone? Sono Boccassini e Gratteri, non certamente Ingroia e Di Matteo”. Anzi, non mancano nemmeno i riferimenti alle contraddizioni dei processi sulle stragi: “Com’è possibile – chiede – che nessuna indagine, nessun processo, nessuna sentenza abbia fatto luce su questa incredibile sequenza di errori? A chi la mettiamo in conto?”.

Giovanni Falcone aveva compreso bene quale fosse il vero carattere di Cosa nostra. “Aveva intuito che fosse un’entità unitaria” ha detto Alfonso Giordano, ex presidente del maxiprocesso a Cosa nostra che ha partecipato a Palermo a un dibattito con l’ex ministro Claudio Martelli. “Falcone e gli altri magistrati del pool – ha aggiunto Giordano – avevano maturato l’idea che la mafia potesse essere colpita e disarticolata. E si è dimostrata un’idea fondata e convincente. Glielo abbiamo riconosciuto con gli atti e con la sentenza”.


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Commenti

    ma che strane queste affermazioni di Martelli alla vigilia delle elezioni in un evento sponsorizzato da Forzinetti detto Ferrandelli candidato alla Presidenza dell’Ottava circoscrizione!

    I sostenitori di Orlando dovrebbero ora avere il buonsenso di tacere!!! Niente propaganda, niente falsità, niente interpretazioni faziose, questi sono atti del CSM. Il silenzio è d’obbligo! Potete solo ravvedervi!!!

    Non c’era certo bisogno che lo dicesse Martelli, Ingroia e Di Matteo eredi?
    Ma ve li immaginate Falcone o Borsellino candidati alle politiche? Inimmaginabile

    La verità’ da fastidio a chi vive nel pregiudizio. Gia’ ci si lancia nelle dietrologie da strapazzo

    i metodi di Orlando li conosciamo, solo che ora sono nero su bianco negli atti desecretati del CSM. a pag 93 un certo Dott. De Gregorio chiede: “…ma a questo punto ORLANDO come ha giustificato il fatto che, nonostante tutta quella campagna che lui aveva fatto, che aveva presentato, cioè, la propria amministrazione come un’amministrazione impermeabile a infiltrazioni mafiose, come ha giustificato il fatto, cioè, che si sia superato tutto questo sbarramento che sarebbe stato frapposto proprio dalla sua amministrazione a questa penetrazione delle imprese di Ciancimino?”
    Falcone risponde che ad orlando non l’ha sentito nessuno. Ma Orlando che “glie frega” basta infangare ed essere eletto. Oggi dice le stesse cose, la mafia è fuori da Palermo.

    Finalmente la desecretazione degli atti del CSM certificano una verità ai più nota !! Le parole di Falcone fanno chiarezza su ciò che orlando rappresenta a palermo e cosa significhi la palude !

    Che notizie del kaiser che escono fuori in piena campagna elettorale per cercare di ridare il potere alla mafia!

    Ti sei scelta un nick name adatto 🙂

    La verità conclamata dalla documentazione resa disponibile dal CSM dell’audizione del giudice Falcone, a trenta anni di distanza dai fatti e dagli accadimenti, è scevra da qualsiasi commento.
    “Gli esposti – pubblicati – relativi all’attività istruttoria del giudice Falcone ” vanno letti con spirito laico, ma la misera convenienza non può piegare la verità. E quando ci si è sbagliati è bene chiedere scusa, come di seguito ha dovuto fare Orlando. Agli emuli del professore non resta che il silenzio.
    L’evento di villa Filippina ritengo sia servito per ricordare uno di quegli uomini che i fatti e la storia d’Italia hanno reso grande: gli insegnamenti e la eredità che ci ha lasciato Falcone, diventati un patrimonio civile e politico del Paese. A Claudio Martelli e al dottor Giordano, attori e protagonisti di quel tempo, vanno gli apprezzamenti e un grazie per la opportunità che ci hanno dato.

    Orlando ha fatto il suo tempo la primavera, l’estate, l’autunno, l’inverno il sindaco per tutte le stagioni vada in pensione ha raggiunto l’età per andarci

    Gentile signorina, ho letto il suo commento e non ho capito, sarà perché mi trovo a 1400 km da Palermo. Che c’entrano elezioni prossime? In questi giorni è ricorso l’anniversario della morte.
    Deve sapere che Claudio Martelli volle con sé Falcone al ministero di grazia e giustizia, intese ridargli la dignità che gli competeva. Claudio Martelli è stato un esponente politico importante, forse anche un amico vero di Falcone, quando molti gli erano nemici.

    Perchè negare la storia? Il sinnacollando attaccò il grande giudice Falcone per difendere la sua posizione e poter imperare coperto dal mantello di ciancimino. Questa è storia e non diciamo fesserie. Le difese di ufficio devono essere argomentate con molta serietà.

    Ingroia? Chi è costui?

    Orlando e’ una persona perbene, onestissima…nessuno puo’ dire niente sulla sua onesta’ personale, e allora si tirano in ballo fantomatici attacchi a Falcone, quando erano diretti a giammanco.

    È evidente che lei non abbia letto l’articolo. Il giornalista riporta dichiarazioni di martelli , questa volta suffragate dalle carte desecretate del CSM. Sono le parole di Falcone e non quelle di martelli e di Sabella. Dovrebbe vergognarsi per ciò che sostiene. L’articolo viene scritto adesso perché le carte sono desecretate solo da qualche giorno

    quanto evidenziato da Martelli non è una novità trattandosi di evidenze già note, forse rimosse, ma note, la novità sta nella de secretazione degli incartamenti del CSM dove si evidenziano i riscontri oggettivi di quella triste vicenda , fornendo qualche elemento di ulteriore riflessione sulle dinamiche politiche ed istituzionali della città di Palermo sotto molteplici aspetti.
    Quindi l’unica stranezza che si può rilevare è l’uso strumentale , ieri come oggi di quella antimafia di facciata che informato tante carriere di altrettanti professionisti che oggi tentano strumentalmente di evocare suggestioni per trarne ancora vantaggi nonostante oltre 30 anni di gestione del potere . Credo che cambiare sia quanto mai necessario

    Hanno talmente paura di Leoluca Orlando che si spingono fino a scongelare Martelli

    Le carte del CSM parlano chiaro a chi vuole leggerle e i fatti sono testardi. Se poi i fatti non si vogliono accettare e le carte non si vogliono leggere per pregiudizio e partigianeria…

    Qualcuno mi faccia un solo esempio concreto di attività antimafia espletata da Orlando. Solo proclami e Parole. L’unica proposta concreta è se stesso. O me o tutti mafiosi. Ma per cortesia. Meno male che qualcuno a scapito della propria pelle ha saputo portare avanti indagini serie contro la mafia, e quello che siamo oggi lo dobbiamo grazie a Falcone e Borsellino. A sentire Orlando sembrerebbe che al posto di Falcone ci sia stato lui. Esempi concreti?….. Grazie!!!!

    Gentile Fabrizio come si può fare un’affermazione del genere davanti alle evidenze dei documenti desecretati dal CSM, ripeto dal CSM. Fino a ieri era Martelli che parlava ed il suo dubbio poteva starci ma oggi no! Oggi parlano i documenti con il virgolettato di Giovanni Falcone e Martelli, insieme a Giordano e Cavallaro furono protagonisti di quel periodo infausto per la nostra terra, per la nostra città. Quindi prima di arrivare a conclamare altrui paure si legga i documenti, forse (ma non è obbligato) potrebbe cambiare pure idea. Ad maiora!

    Gentile Signore, non avere mai ricevuto avvisi di garanzia in Italia non vuol dire automaticamente essere una persona onesta e trasparente.

    Abbiamo esempi lampanti.

    Stesse affermazioni di Martelli nel 2011, tali e quali, cara Scema:

    Orlando attacca Martelli difende Falcone Santoro zittisce Martelli – YouTube.flv

    Certi soggetti come Martelli, politicanti veterani della prima Repubblica, hanno una bella faccia tosta ad intervenire e pontificare alle pubbliche convention. La qualifica “esclusivamente politica”, permette in questo di poter intervenire sempre e comunque. Magnifica le sue parole di delegittimazione nei confronti di Di Matteo ed Ingroia, serve proprio questo al paese, la sfiducia verso la magistratura e la diffusione della dottrina “sono importanti solo alcuni processi”.
    Non è che forse una possibile svolta nel processo della trattativa potrebbe coinvolgere pure lui, in quell’ intrigo fatto di connivenze e compromessi?
    Chi è senza peccato scagli la prima pietra.

    Parlare bene di Gratteri e Boccassini non significa delegittimare la magistratura tranne che per lei la magistratura è solo Ingroia e Di Matteo, in ogni modo per chi ha vissuto quel periodo, sa bene che gli attacchi più virulenti, Falcone li ha ricevuti all’interno della magistratura e dalla parte politica più vicina ad Orlando dove lui svolgeva il ruolo di leader.
    Tutto il resto è dietrologia, noia, pregiudizio e partigianeria.

    Gli uomini hanno l’abitudine è la presunzione di cambiare il mondo, ma la storia fortunatamente non si può’ cambiare e la storia e i verbali sottoscritti dicono che orlando ha effettivamente attaccato il giudice Falcone e questa è una storia vecchia.
    Lo stesso discorso vale anche per il fatto che Leoluca Orlando e’ figlio dell’Avv. Salvatore Orlando Cascio , ma stranamente, senza avvallare argomentazioni che noninteressano, il cognome Cascio e’ scomparso. Strano, Perché’? Mai vista una cosa simile.!
    Infine, credo che non si possa disconoscere anche l’incoerenza politica di Orlando, prima DC, poi la Rete, poi Dem, poi DL , quindi IdV…….., un continuo cambiamento per la stessa poltrona da parte di uno che affermava tanti anni prima che era necessario dare spazio ai giovani nella politica per non determinare stagnazioni.

    Io me lo ricordo in quegli anni Orlando che, in televisione, accusava qualche magistrato di non aprire i cassetti…

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