Mattarella grazia il gioielliere in Sicilia, le differenze con Roggero

Gioielliere graziato da Mattarella, le differenze col caso Roggero

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Entrambi uccisero due rapinatori

Sergio Mattarella ha concesso la grazia al gioielliere Guido Gianni, condannato per avere ucciso due rapinatori e ferito un terzo nel suo negozio di Nicolosi, in provincia di Catania. Una decisione che riporta immediatamente al centro dell’attenzione il caso di Mario Roggero, il commerciante piemontese finito in carcere dopo avere sparato contro tre uomini che avevano rapinato la sua gioielleria. Le due vicende presentano somiglianze evidenti. Ma Gianni ha ottenuto una riduzione della pena, mentre Roggero è ancora in attesa di una decisione sulla sua domanda di grazia. A fare la differenza non è soltanto il tempo trascorso dai fatti. Contano anche il percorso giudiziario, gli anni di pena già scontati e le valutazioni compiute nell’ambito della procedura di clemenza.

Mattarella grazia gioielliere: la motivazione

Il provvedimento di grazia firmato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella riguarda il gioielliere Guido Gianni, 66 anni, condannato definitivamente a 12 anni e quattro mesi di reclusione per il duplice omicidio e il tentato omicidio commessi nel 2008. La grazia è parziale: Mattarella ha cancellato tre anni e due mesi della pena. Il gioielliere aveva già scontato cinque anni e tre mesi. Dopo il provvedimento presidenziale, la detenzione ancora da espiare scende sotto la soglia dei quattro anni.

Si tratta di un passaggio importante perché permette al Tribunale di sorveglianza di valutare l’eventuale affidamento in prova al servizio sociale, una misura alternativa alla detenzione. La grazia, dunque, non cancella la condanna e non determina automaticamente la libertà del gioielliere. Riduce la pena e apre la possibilità di un diverso percorso per scontare quella residua. Il Quirinale ha spiegato che la decisione tiene conto del parere favorevole del magistrato di sorveglianza e del periodo di detenzione già affrontato da Gianni.

La rapina nella gioielleria di Nicolosi

La vicenda giudiziaria di Guido Gianni comincia il 18 febbraio 2008, quando tre uomini entrano nella sua gioielleria di Nicolosi, alle pendici dell’Etna. All’interno dell’attività si trovano il commerciante e la moglie. I rapinatori aggrediscono la donna e la minacciano con un’arma, successivamente risultata a salve. Gianni reagisce utilizzando una pistola e spara contro i tre uomini. Due vengono uccisi, mentre il terzo rimane ferito. La ricostruzione giudiziaria accerta che i colpi raggiungono i rapinatori alle spalle. La tesi della legittima difesa non viene accolta e il gioielliere viene condannato per duplice omicidio e tentato omicidio. La vicenda attraversa anni di procedimenti giudiziari, richieste di clemenza e iniziative pubbliche. La moglie promuove anche una petizione per ottenere la grazia. Diciotto anni dopo i fatti, arriva il provvedimento del capo dello Stato.

Mario Roggero, la condanna a 14 anni e nove mesi

Il confronto riguarda soprattutto Mario Roggero, 72 anni, titolare di una gioielleria a Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo. Il 28 aprile 2021 tre rapinatori prendono di mira il suo negozio. Durante l’assalto vengono minacciati i familiari del commerciante. Roggero reagisce armato, esce dalla gioielleria e spara contro i banditi che si stanno allontanando. Due uomini muoiono, mentre il terzo rimane ferito. Anche in questo caso i giudici escludono la legittima difesa, ritenendo che gli spari siano stati esplosi quando il pericolo immediato legato alla rapina era cessato. Il gioielliere viene condannato a 14 anni e nove mesi di reclusione per duplice omicidio e tentato omicidio. La sentenza diventa definitiva nel luglio 2026 e Roggero entra in carcere. Attualmente è detenuto a Bollate, mentre resta in attesa di una risposta alla richiesta di grazia presentata dalla moglie.

Perché Gianni ha ottenuto la grazia e Roggero no

È questo il punto centrale del confronto tra i due casi. La prima differenza riguarda la durata della pena già espiata. Guido Gianni ha scontato cinque anni e tre mesi di reclusione. Mario Roggero, invece, ha cominciato a scontare la condanna definitiva soltanto nell’estate del 2026. Nel provvedimento relativo a Gianni, il Quirinale ha richiamato espressamente il tempo già trascorso in detenzione. Un secondo elemento riguarda il parere favorevole del magistrato di sorveglianza, acquisito nell’ambito della procedura che ha portato alla grazia di Gianni.

La sua posizione è stata quindi esaminata attraverso un percorso individuale concluso con il decreto presidenziale. Per Roggero, invece, la domanda di clemenza non ha ancora avuto lo stesso esito. Questo non significa che Mattarella abbia respinto definitivamente la richiesta del gioielliere piemontese. Significa che, al momento, la grazia è stata concessa a Gianni e non a Roggero. Le due situazioni non possono essere considerate automaticamente equivalenti soltanto perché entrambi i commercianti hanno ucciso due rapinatori e ferito un terzo.

Il diverso atteggiamento dei due gioiellieri

Un’altra differenza riguarda il comportamento tenuto dai due uomini dopo i fatti. Guido Gianni ha espresso nel tempo rammarico per quanto accaduto, sostenendo di avere reagito per proteggere la moglie e la propria famiglia, senza volere uccidere. Mario Roggero, invece, ha più volte ribadito di ritenere giustificata la propria reazione, arrivando ad affermare che, nelle stesse circostanze, avrebbe agito nuovamente nello stesso modo.

La richiesta di grazia per Roggero e il confronto politico

Il caso di Mario Roggero ha suscitato un ampio dibattito politico, soprattutto dopo che la sua condanna è diventata definitiva. La richiesta di grazia è stata sostenuta pubblicamente da esponenti del centrodestra, tra cui Matteo Salvini. Anche la vicenda di Guido Gianni aveva ricevuto negli anni il sostegno della Lega, insieme agli appelli promossi dalla famiglia. Nel luglio 2026, dopo le notizie relative a un possibile avvio della procedura per Roggero, il ministero della Giustizia aveva precisato che non era stato ancora compiuto alcun atto relativo all’istruttoria.

La moglie del gioielliere aveva intanto presentato la domanda di grazia. In quella fase Mattarella aveva ribadito al ministro della Giustizia Carlo Nordio il quadro costituzionale che disciplina il potere di clemenza. La concessione della grazia è una prerogativa del presidente della Repubblica, che decide nell’ambito della procedura prevista dall’ordinamento. La mobilitazione politica può accompagnare una richiesta, ma non determina automaticamente l’esito della valutazione presidenziale.

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La decisione di Mattarella non modifica la ricostruzione giudiziaria della rapina di Nicolosi. Guido Gianni resta condannato per duplice omicidio e tentato omicidio. La grazia interviene sulla pena, non sull’accertamento della responsabilità penale. È una distinzione fondamentale anche per comprendere il caso Roggero. In entrambi i procedimenti i giudici hanno escluso che gli omicidi potessero essere giustificati dalla legittima difesa. Il provvedimento presidenziale non stabilisce quindi che Gianni avesse diritto a sparare, né rappresenta una revisione della sentenza. La grazia è un atto individuale di clemenza, che può estinguere totalmente o parzialmente una pena già inflitta. Nel caso di Guido Gianni, la riduzione di tre anni e due mesi consente di scendere sotto il limite previsto per l’eventuale affidamento in prova al servizio sociale. Sarà il Tribunale di sorveglianza a valutare se concedere questa possibilità.

Cosa succederà adesso a Mario Roggero

La decisione su Guido Gianni non produce conseguenze automatiche sulla posizione di Mario Roggero. Il gioielliere piemontese continua a scontare la condanna a 14 anni e nove mesi, mentre la sua domanda di grazia resta in attesa di una decisione. La sua situazione dovrà essere valutata autonomamente, considerando gli elementi del singolo caso e il percorso previsto dalla legge.


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