Mario Roggero va in carcere: definitiva la condanna per il gioielliere

Definitiva la condanna di Mario Roggero, il gioielliere si costituisce in carcere

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Nel 2021 uccise due rapinatori che avevano assaltato la sua attività commerciale

La Corte di Cassazione di Roma ha reso definitiva la condanna a 14 anni e 9 mesi di reclusione per Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour, nel Cuneese, che il 28 aprile 2021 uccise due rapinatori e ne ferì un terzo dopo l’assalto al suo negozio. Con il rigetto del ricorso della difesa, la sentenza d’appello diventa definitiva e il 72enne dovrà iniziare a scontare la pena. Pochi minuti dopo la decisione dei giudici, Roggero ha annunciato che si costituirà in carcere.

Mario Roggero: “È finita, vado in carcere”

È stato lo stesso gioielliere a comunicare sui social l’esito della vicenda giudiziaria con poche parole affidate ai suoi profili. “È finita! Sto passando gli ultimi minuti con i miei familiari prima di costituirmi in carcere. I giudici hanno voluto darmi l’ergastolo”, ha detto in un video. Nel messaggio ha anche espresso l’auspicio che venga approvata “una legge contro le ingiustizie e contro la criminalità sempre più dilagante”. La pronuncia della Cassazione mette così la parola fine al procedimento penale iniziato dopo i fatti del 2021.

La difesa: “Sorpresi e delusi”

I legali del gioielliere hanno accolto con amarezza la decisione della Suprema Corte, spiegando di confidare in un esito diverso alla luce dei motivi contenuti nel ricorso. “Siamo assolutamente sorpresi, estremamente delusi. Il ricorso era estremamente articolato – hanno dichiarato -. Ritenevamo che ci fossero buone speranze di ottenere una sentenza favorevole. Quello che possiamo dire è che possiamo solo attendere queste motivazioni, cercare di capire dove abbiamo sbagliato”. La difesa non esclude di rivolgersi anche agli organismi internazionali: “Probabilmente potrebbe esserci qualche strascico a Strasburgo, alla Corte Europea dei diritti dell’uomo”.

Mario Roggero in carcere, le reazioni

La sentenza ha riacceso il dibattito politico sul tema della legittima difesa. Tra i primi a intervenire è stato il vicepremier Matteo Salvini, che ha rilanciato la richiesta di grazia rivolta al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, definendo la decisione della Cassazione “profondamente ingiusta”. Il leader della Lega ha chiesto un provvedimento di clemenza “per un uomo onesto, che a 72 anni non merita di condividere una cella con veri criminali”.

Anche il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha espresso la disponibilità a sostenere la richiesta di grazia. Dello stesso tenore le dichiarazioni del senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, che ha parlato di “amarezza e sconcerto”, mentre Roberto Vannacci ha ribadito la propria vicinanza al gioielliere. All’esterno della Cassazione, inoltre, alcuni militanti di Futuro Nazionale hanno organizzato un presidio con striscioni a favore di Roggero.

Cosa accadde nella gioielleria nel 2021

La vicenda risale al 28 aprile 2021, quando tre uomini armati di un coltello e di una pistola giocattolo entrarono nella gioielleria di Mario Roggero per compiere una rapina. Terminato l’assalto, i malviventi tentarono la fuga. Il gioielliere uscì dal negozio inseguendoli e sparò con la propria pistola, detenuta regolarmente. Nell’episodio morirono Giuseppe Mazzarino e Andrea Spinelli, mentre Alessandro Modica, ritenuto l’autista della banda, rimase ferito.

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Secondo quanto riportato nelle motivazioni della sentenza d’appello, Roggero esplose i colpi quando “l’azione aggressiva da parte dei rapinatori era totalmente conclusa”. In primo grado era stato condannato a 17 anni di carcere; la pena venne successivamente ridotta a 14 anni e 9 mesi dalla Corte d’Appello, decisione ora confermata definitivamente dalla Cassazione.

Confermati anche i risarcimenti

La Suprema Corte ha lasciato invariato anche il capitolo delle provvisionali, confermando l’importo di 480 mila euro già stabilito nei precedenti gradi di giudizio. Resta invece aperta la questione dei risarcimenti che dovrà essere definita in sede civile. La sentenza arriva nello stesso giorno in cui il Governo ha approvato una disposizione inserita nel nuovo decreto sicurezza, che modifica il codice civile prevedendo che chi subisce una rapina o una violenza sessuale e, reagendo, provoca un danno all’autore del reato non sia tenuto a risarcirlo. Una norma richiamata pubblicamente anche da Matteo Salvini nel commentare la decisione della Cassazione.
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