MESSINA – Il museo regionale Accascina a Messina è oggi regolarmente aperto. La sera di Ferragosto dalle sale museali sono state rubate preziosissime tavole dipinte di Antonello da Messina.
Telo nero a coprire le basi
Un telo nero copre la base appoggiata a una parete di legno dov’erano sistemate le tavole del Polittico di Antonello da Messina.
Il Polittico di San Gregorio detto anche del Rosario, di cui sono state rubate tre tavolette su cinque, (due sono state trovate fuori dalla recinzione del museo) fu commissionato ad Antonello da Messina da Fabria Cirino, badessa del monastero di Santa Maria extra moenia. Era originariamente composto da sei tavole raffiguranti al centro La Madonna in trono col Bambino e angeli reggicorona, detta del Rosario, cosi come identificata dal simbolo iconografico, il Rosario, che poggia in basso sul gradino, ai lati i Santi Gregorio e Benedetto, nel registro superiore l’Angelo Annunciante e la Vergine Annunciata, la tavola centrale della cimasa, che probabilmente raffigurava il Cristo morto sorretto dagli Angeli, è andata perduta.
Anche nella colonna dove era sistemata la tavoletta bifronte con la Madonna col Bambino benedicente e un francescano in adorazione davanti e dietro Cristo in Pietà, anch’essa rubata, c’è un telo nero.
Le indagini
Le forze dell’ordine continuano ad indagare per risalire agli autori del colpo. È stato ritrovato un furgone che, inizialmente, si pesava appartenesse alla banda di rapinatori ma i controlli hanno escluso la possibilità. Si sa cercando il possibile basista che ha favorito il colpo.
Nel museo sono presenti 15 custodi. Non rillasciano dichiarazioni, ma una di loro dice: “Noi siamo molto attenti. Stamani ho visto una persona che stava scavalcando la ringhiera esterna e l’ho rimproverata”.
Leggi anche
Un turista afferma: “Siamo venuti per ammirare questo Museo. E’ veramente stupendo, peccato per quello che è accaduto: è una grande perdita per Messina, per la collettività e per il mondo dell’arte”.
Nel museo oltre a una sezione archeologica e del Medioevo sono esposte opere del Quattrocento, della scuola di Antonello e dei fiamminghi, di Caravaggio e dei Caravaggisti, del Manierismo, del Rinascimento, del ‘600, ‘700 e Ottocento.




