MESSINA – Erano dediti ai furti di auto e ciclomotori, alla ricettazione e alle estorsioni attraverso il metodo del ‘Cavallo di ritorno’, ma la guardia di finanza li ha scoperti eseguendo 12 misure cautelari. Sono i 12 componenti di una banda criminale che era attiva a Messina, nel rione Giostra.
Da Messina, i componenti della banda, secondo quanto riferito dalla guardia di finanza, avevano anche contatti con la criminalità catanese.
L’organizzazione era dedita a furti, riciclaggio e ricettazione di autovetture e ciclomotori, ovvero di pezzi meccanici e di carrozzeria oltre ad alcuni episodi di estorsione nei confronti delle vittime costrette a pagare somme di denaro per tornare in possesso dei mezzi rubati con il metodo del cosiddetto “cavallo di ritorno”. Le indagini hanno inoltre documentato consolidati rapporti con ambienti criminali catanesi.
Nel corso delle indagini, infine, uno degli indagati, oggi ristretto in carcere, è stato protagonista di un movimentato inseguimento nel centro cittadino provocando un incidente che ha coinvolto un mezzo delle Forze dell’Ordine, prima di lanciarsi nel vuoto di una scarpata stradale della periferia di Messina.

